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Alcara Li Fusi (ME) 17.08.2010 by Il Fantasista

Altro giro, altra corsa. Ci si potrebbe chiedere, perché potrebbe sembrare poco razionale, cosa può spingere ad assistere a due concerti in due sere consecutive, sobbarcandosi centinaia di chilometri, individuando le località con cartine e navigatori vari, puntualmente sbagliando uscita a qualche “bivio”. La mia personalissima spiegazione è: sono un curioso. Mi piace scoprire nel concerto, nelle situazioni, nella musica, nelle canzoni, nei testi che conosco nuovi perché, ulteriori stimoli e piacevoli conferme. In sintesi, perchè la sera prima non ero riuscito a fare panoramiche decenti!
E ad Alcara Li Fusi, invece, ci riuscirò. Ma non potevo saperlo….
Con i bimbi ormai fermamente convinti che in Italia canti solo Enrico ed interessatissimi alle bancarelle di caramelle, scopro che qui si festeggia san Nicola Politi, cui è dedicata una chiesa inguardabile, qui vissuto attorno al 1507, orgoglio di tutti gli alcaresi ed a loro ovviamente arcinoto, perfettamente sconosciuto a tutti gli altri. Dichiarandomi, ad ogni buon conto, suo neo adepto e ringraziandolo per il concerto gratis, compro perfino il biglietto della confraternita che porta il suo nome e che sorteggia una macchina coreana. Lo conservo come una reliquia. Inoltre, il paese è ben più grande di Gallodoro e, proporzionalmente, anche la piazza ed il palco, davanti al quale tornano le transenne. Riabbraccio con piacere Rosaria e Giuseppe e Katia e Fabio col piccolo Lorenzo, molto meno piccolo di come lo ricordavo, Giuseppe e oltre alla mitica Erika. Con la consueta magia la piazza i movimenta e l’attesa sale, poi i nostri irrompono ed il concerto perfetto inizia. E si va in apnea con parole e suoni, vecchi ricordi, sensazioni nuove. Tutto bellissimo. Gira la ruota Luigi ed è ancora Classici italiani, “Vecchio frac”. Poi Paolo pesca “Ulisse”. L’esecuzione è una perla assoluta, gli arrangiamenti bellissimi. Qualora lo i pagasse, da sola varrebbe il prezzo del biglietto. Senza dubbio la sorpresa della serata, il perché che cercavo. Tutto il concerto è una sequenza di punti fermi e novità. Anche le canzoni meno nuove hanno una veste ed una interpretazione diverse per cui costituiscono una nuova scoperta. Il pubblico è molto caloroso e tributa applausi e anche qualche inopinato “forza Inter”..
Enrico invita sul palco Delia Di Prima, partecipante ad “Io canto”. Insieme cantano prima “Il mare d’inverno”, poi “Quello che le donne non dicono”. Impostazione un po’ lirica, buona tecnica, la ragazza riassume la tanta strada ancora da fare nel difficile mondo della musica con un siculo “Ringrazio a tutti”. Il finale del concerto ci vede scavalcare con compostezza le transenne e da li noto che molti conoscono tutte le canzoni, per cui il coro de “La notte delle fate” è assolutamente superbo. Alla fine del concerto do una sbirciata alle foto. Intuisco che le panoramiche che adoro, sono tante e bellissime. Confesso che ho fatto una faticaccia ad escluderne alcune e comunque il loro elevato numero fa diventare il reportage una specie di Kolossal.

Salvatore (nick forum Il Fantasista)



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