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COLOGNA V. (VR) 18.06.2010 by Mstrazz

18 giugno 2010. La mia giornata in ufficio scorre più lenta e sofferta del solito, nella fremente attesa che arrivino in fretta le 21.30, ora di inizio del concerto. Una corsa in stazione per prendere il treno a Milano e arrivare all’appuntamento alle 20 in stazione a Vicenza con i miei amici di sempre e mia mamma. Non è il primo concerto a cui andiamo insieme ma appena riuniti nella stessa macchina si capisce che l’aria è più elettrica del solito. Dopo le mie tappe al chiuso dei Palatenda di Padova e Brescia, un bel concerto all’aria aperta è quello che ci vuole!!
Si arriva iper affamati in piazza a Cologna con una mezz’oretta di anticipo sull’inizio, il tempo di un abbraccio e un sorriso con gli amici di…transenna, poi i miei compagni di viaggio mi trascinano con la forza a cercare lo stand dell’immancabile risotto della bassa veronese!
L’ultimo boccone di riso e…. si spegne la piazza e si accende il palcoscenico...le note di “Vivi” danno inizio all’atteso concerto e io con i miei amici veniamo letteralmente trascinati sulle transenne intorno all’area riservata: del resto in un concerto è questo “l’ordine naturale”. Il concerto si dipana così tra immancabili must (Portiere di notte, Quante vite avrei voluto), piacevolezze inattese (Nuovo swing), una ruota particolarmente romantica (Notte di stelle, Non piango più, Perduto amore). Il pubblico, al di là di noi transennari, è abbastanza freddino, noi comunque riusciamo a fare amicizia con un simpatico signore che ci guarda divertito cantare e ballare, al quale promettiamo di trascinarlo sotto al palco per il gran finale (eh ma quando Enrico chiama a raduno sotto il palco la fuga verso quelle assi di legno che sono quasi un miraggio è talmente precipitosa che tanti saluti al simpatico signore). Ambiente freddino?...ci pensiamo noi sotto al palco a riscaldarlo, dopo una divertente battuta di Enrico sulle banche (“una volta le banche erano quelle che ti prestavano l’ombrello con il sole e venivano a chiederlo indietro alle prime gocce di pioggia… adesso invece…”…) che gli serve da scusa per richiamarci là sotto. Qualche canzone seduti e controllati a vista dalla security (che sofferenza Rock Show, Ti avrò e Poco più di niente accucciati!!!) e poi “ragazzi, aspettiamo tutti che io vi dica: al mio segnale scatenate l’inferno!”. Un ultimo richiamo alla security “hey Vordimer ti ho detto di lasciarli entrare!” e poi giù con Polvere, Peter Pan, La Ruota, La notte delle fate, Contessa (bellissimo il siparietto con l’aggiunta degli strumenti e la “fuga” di Luigi) e Mistero!!
...la sensazione che si prova là, sotto a quel palco, a cantare e ballare con amici vecchi e nuovi, con gente che per 360 giorni all’anno sono solo avatar e chat ma che in fondo sono persone a cui non potresti mai rinunciare, non si può descrivere: il mondo intorno sembra non esistere più, ti ritrovi tu, la musica, Enrico, la band, gli amici, tutto il resto si perde in una foschia tenue…
Con le ultime note di Mistero sappiamo che anche questa avventura è ormai finita; rimane solo il tempo di stringere le mani a tutti i ragazzi della band che non si sottraggono alle nostre chiamate, di un ultimo incrocio di sguardi con Enrico, di un saluto, un altro sorriso e un altro abbraccio a persone che torneranno ad essere avatar e chat, fino al prossimo concerto.
Ultimo flash dal backstage: Enrico che, seppur di fretta, alla mia richiesta di fare una foto con mia mamma non si sottrae ma anzi ritorna indietro con un sorriso dolce rivolto a quella signora emozionatissima. Io che, come sempre mi capita con lui, tra le mille cose che vorrei dirgli non riesco a fare niente di meglio che farfugliarli: “sai Enrico che nella mia tesi di laurea la prima dedica è stata a Ulisse”, a quell’Ulisse che corre incontro al mondo e il mondo sa guardare. La mia canzone. Ma secondo te che gliene frega, dice la vocina nella mia testa mentre sto dicendo quelle cose. Invece Enrico sorride e ringrazia. Un sorriso terribilmente simile a quello di mia mamma quando si riguarda in quella foto appena scattata. Ed è ancora emozione.
E nella mia testa musica, voce, immagini, suoni…e solo una parola: Grazieeeeee….

Marco (nick forum mstrazz)

 

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