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FIUMICELLO (UD) 18.07.2010 by Tiziana

« Un’emozione così? MAI più. »
Eppure è già la seconda volta che tale pensiero, idea, convinzione mi balena per la mente. Starò diventando inattendibile? Il futuro si prospetta essere meno ipotesi del solito, seppur anche questa, come fu per la prima vera e propria, posso ritenerla la mia seconda “prima volta”.
Avrei avuto ancora molto da scoprire. Tra le tante novità, l’adrenalina regalatami dal contatto con la transenna e dalla vicinanza con il palco; questa carica, la stessa, mi pervade ancora, esattamente come due serate fa. E non sembra sia intenzionata ad abbandonarmi presto.
Metereologicamente (ma “solo” da quel punto di vista) il tempo è clemente con noi: le temperature non sono esageratamente alte ed una brezza delicata allontana l’umidità. E’ quasi l’ora del tramonto e, contemporaneamente, delle prove. I raggi del sole illuminano il palco, quasi a volerci indicare la strada verso la giusta direzione; splendono fin troppo, tanto che Enrico ci stampa (involontariamente?) un sorriso in volto rivolgendosi ad un addetto del posto e dicendo: « Basta che spostiate il campanile. »
E’ tutto talmente perfetto da sembrare irreale, ma “è la legge della vita, che una legge non c’è” ed è lo splendido brano L’Ordine Naturale Delle Cose, assieme a Vivi e Notte Di Stelle, a farci immergere esattamente nel presente. E’ il nostro momento del riscaldamento: studiamo la posizione delle transenne, ascoltiamo, osserviamo, assaporiamo e, soprattutto, immaginiamo. Costruiamo un piano volutamente astratto della serata che si prospetta per il piacere di venire positivamente smentiti.
E alla grande, anche.
Sia nel mio caso, sia nel caso di una persona alla primissima esperienza ruggeriana, la mia migliore amica.
Finita la sessione delle prove, ci fiondiamo dietro il palco per salutare Enrico, che anche sul piano dell’umanità si dimostra sempre essere una persona eccezionale. Scambiamo qualche parola e conserviamo un bel ricordo, digitale e presto cartaceo, ma ancor prima tangibile ed umano, di quegli attimi. E’ proprio “difficile spiegare”.
La partita, priva di regolare intervallo, attende il fischio d’inizio; la formazione entra in campo ed ognuno ricopre il proprio ruolo. L’oscurità si annulla nella spettacolarità delle luci, che evidenziano la presenza di volti familiari e certamente rassicuranti.
Accanto a me, una persona con la quale è sufficiente uno sguardo per capirsi e sapere di condividere, anche telepaticamente, un grande (rock) show.
Felicità, esaltazione, smarrimento, concentrazione, follìa, libertà, poesia, nostalgìa. Anche magìa.
Vita.
Felicità, esaltazione, … . E via in loop. Esattamente come riascolterei ogni suo testo, brano, canzone.
Davanti ad un pubblico entusiasta, si esibisce come solo lui sa fare. E se “si può dare di più”, questa volta ha davvero dato non solo quel “di più”, ma ancora dell’altro.
In ottima forma, in particolare vocale, si muove sul palco con eleganza e grande maestrìa, donandoci sorrisi e dispensando quel gesto d’affetto che è la mano sul cuore, che tutti amiamo, perché ricambiato.
E’ sempre lui.
Per chi lo considera un compagno di viaggio, per chi lo segue in ogni dove, per chi, semplicemente, lo vede e si emoziona, per chi l’ha appena conosciuto ed ha; inevitabilmente, perso la testa.
Per chi ha deciso di seguire un suo consiglio e vivere “con i sogni di questa realtà”.
Un’emozione sempre nuova, sempre diversa, sempre unica.
L’Emozione.

Tiziana



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