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Gallodoro (ME) 16.08.2010 by Il Fantasista

Non posso mancare alla prima tappa siciliana del Tour piu’ bello dell’era Rrougeriana, per cui il tranquillo ferragosto in pieno relax trascorso nell’agrigentino viene messo in fibrillazione dalla voglia di musica, ma anche dal tragitto Siculiana-Caltanisetta, che fa sembrare una strada ipertecnologica l’autostrada per Catania e usciti dal quale ci si sente un po’ sopravvissuti. Il nostro poeta delle sette note si esibisce stasera a Gallodoro, che , a dispetto del nome da friggitoria, è un delizioso comune di 405 abitanti collocato nel cono d’ombra di Taormina. Tranquillissimo e molto pulito, naturalmente attraversato dalla tempesta della solita festa del Santo Protettore, iperbenedetto da tutti noi per la scelta musicale. Caratterizzato anche dai prezzi dei bar, bassi da rimanere imbarazzati.
La piazza è grande più o meno quanto uno dei salotti di qualcuna delle case di Briatore ed il palco non prevede transenne. Dopo aver salutato con piacere Marco e Fabrizio, sotto al palco (letteralmente), si ricostituisce il gruppo umano-culturale-musicale di fans: il vostro umile reporter con Paola, Katya ed Olexy, Rosaria e Giuseppe, Lorenzo (che piacere rivederlo dopo anni) e Stefania, Peppe e Daniela. Possiamo seguire il concerto a distanza zero dal palco e questa che è stata sempre un’aspirazione, comporta non pochi problemi per le foto. Insolito invece l’audio, non mediato dalla canonica distanza. Le luci, che per una volta salgono su noi, mandano in tilt molti scatti ed inoltre è praticamente impossibile realizzare panoramiche. Cosi’ il reportage i distingue per molti azzeccati primi piani. Il concerto è ovviamente strepitoso, con canzoni a volte sussurrate, altre eseguite con grinta ed arrangiamenti sempre al top. Per me, la canzone della serata è “Vivi”. Grazie a Fabrizio che gira la ruota, irrompe “Perduto amore”. Luigi becca invece “Vecchio frac”.
Per il resto, la stupenda scaletta de “La Ruota Tour”, prima parte più intimista, seconda parte pazzescamente rock, finale al cardiopalma. Canzoni ascoltate per la prima volta milioni di volte e poi simpatia, umanità, amicizia. La musica ed il rock non sono concetti fine a se stessi. Un concerto non è solo musica. Enrico è unico perché lo rende un evento. Ci riconosce, sa che ci siamo, ma un po’ si sorprende, si emoziona, ci cerca, silenziosamente sa ringraziare. Per questo ci emoziona.
Una notazione sul pubblico: secondo me il Tour 2010 segna una svolta. Nel senso che le apparizioni televisive incidono positivamente sulla partecipazione della gente ai concerti. Mai viste tante persone che partecipano da fans consumati alle performances del nostro. Bene.
In ultimo: checché ne possa dire il sig. Giuseppe Binetti, 36 anni, sedicente designer, piccatissimo aspirante rocker di X Factor, Enrico il rock lo conosce, lo professa, lo mastica, lo forma, lo insegna all’università, etc….

Salvatore (nick forum Il Fantasista)



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