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LEVICO T. (TN) 7.04.2010 by Chetemperamento

Mentre indosso velocemente un paio di jeans, una maglia nera, avvolgo un ampio foulard attorno al collo e passo un velo di lucido neutro sulle labbra, penso a quanta cura mettevo nella preparazione all’epoca dei miei primi concerti di Enrico… quanto tempo è passato… ‘La signora del tempo che vola’ mi ha rapita che non ero neppure maggiorenne.

Osservo il mio Cucciolo che finalmente dorme nel lettino e respira rumorosamente a bocca aperta. Gli do un bacio sulla fronte… oddio quanto scotta… ! Mi blocco… penso nuovamente di rinunciare al concerto, ma in quel momento incrocio lo sguardo di mia madre che con il cuore mi dice ‘Vai!!!!’.

Mi metto in macchina e chiamo Sandro che è ancora al lavoro. Gli dico che in mezz’ora sarò da lui e ripenso al momento in cui l’ho avvisato telefonicamente che avevo comperato due biglietti per il concerto di Levico. Ho sentito la sua risata e poi la sua voce divertita ‘vengo volentieri, amore…. mmmMistero!’. Con Sandro divido la passione per Ligabue, ma quella per Enrico è solo mia. Lui non è mai stato ad un concerto del Rouge ed io spero che la Ruota ci regali ‘Non finirà’. Un paio d’ore più tardi, il mio desiderio sarà magicamente esaudito.

Arriviamo in una Levico umida e fuori stagione. Scesi dalla macchina, ci accoglie il suono sordo di una tromba da stadio che si alza dal vicino campo sportivo. Ci avviciniamo veloci all’ingresso del Pala Levico e, mentre Sandro ironizza sul manifesto di un concerto di Carmen Consoli, io tendo i biglietti alla ragazza all’ingresso. Osservo mentre li strappa, e quel gesto mi fa di nuovo tornare ai miei primi concerti di Enrico a Trento, quelli all’Auditorium S. Chiara. Allora i biglietti erano logati ‘Sorrisi e canzoni TV’, riportavano la foto della copertina dell’album in promozione, avevano fila e posto scritti a penna. Li conservo ancora gelosamente. All’interno di ogni cd c’è il biglietto del tour relativo.

Siamo in buon anticipo sull’ora fissata per l’inizio del concerto. Non c’è fretta, ma io non vedo l’ora di sedermi in fila B, posti 18 e 19. Nonostante il tempo record con cui mi sono precipitata in banca alla prevendita, non sono riuscita a prendere i posti che mi sarebbero piaciuti in prima fila. Più tardi, a concerto iniziato, scoprirò che se li è presi Gabriele di Radio
Dolomiti, chiamato da Enrico per un giro di Ruota.
Sprofondo nella mia poltroncina blu ed inizio ad osservare il palco e la scenografia. Lo sguardo cade sulla cassa che ho davanti… ‘Luigi Schiavone’… sì, sì, sìììì!… il mitico sarà proprio qui di fronte!
L’emozione sale, turbata solo da un po’ di delusione per quei posti che continuano a rimanere vuoti. Mi dispiace per Enrico, mi dispiace per la band… Trentini, ma dove siete??? C’è Ruggeri… non si dovrebbe sprecare neppure un posto!
Le luci si spengono. Nella semioscurità, accompagnati da un applauso, entrano i ragazzi della band e… impeccabile in total black…. arriva anche Enrico!
Le sue canzoni mi pervadono……. realizzo solo ora quanto mi sono mancati i suoi concerti…….
Ci sono i cavalli di battaglia (cantati da tutti), ci sono le canzoni del nuovo album (attorno a me, sembra che le conosciamo solo io e la stangona davanti), ci sono le canzoni che propone la Ruota… e la Ruota accontenta tutti, pescando sia nel popolare (‘Si può dare di più’) che nel meno conosciuto (‘Marta che parla con Dio’). C’è… c’è sopratutto Enrico, con i
suoi interventi, la sua capacità di coinvolgere, di strappare sorrisi, applausi, risate.
C’è anche un’eccezione al sistema imprevedibile della Ruota… Enrico la fa per un ragazzo disabile che in carrozzina elettrica si avvicina silenziosamente al palco. Vorrebbe salire a premere il tasto che attiva la Ruota, ma le scale sono un ostacolo. Enrico si china verso di lui ed il ragazzo chiede ‘Peter Pan’, strappando a Rouge una promessa per fine concerto.
Nell’istante in cui osservo il sorriso felice del ragazzo che si allontana, mi risuona nella mente una frase di Enrico letta sul web e relativa alla gravidanza di Andrea: ‘Non faremo controlli, se verrà un bimbo down sarà identico’. Una lacrima mi scivola sul viso, stringo la mano di Sandro… non servono parole… le nostre menti corrono al nostro meraviglioso bimbo, due
anni e mezzo ed una malattia rara a segnare la sua e le nostre vite.
Un’esperienza stravolgente e straordinaria… ‘è la legge della vita: una legge non c’è – la risposta è già arrivata ma non sappiamo qual è – hanno scritto il finale alle nostre vite così faticose – è nell’ordine naturale delle cose - - tutto è come deve andare - tutto segue leggi misteriose - è l’ordine naturale - l’ordine naturale delle cose’.

A fine concerto non corro sotto il palco come facevo un tempo, a cercare la mano di Enrico o a lanciargli una rosa….. mi gusto lo spettacolo dalla mia postazione in seconda fila con l’uomo della mia vita a fianco. Felice di averlo portato a condividere con me queste emozioni, sicura che ripeteremo presto l’esperienza.

Luigi lancia un plettro nella nostra direzione, rimbalza su Sandro e cade a terra. Lo raccolgo veloce e felice. In tanti anni di concerti non ero mai riuscita ad avere un gadget. Lo prendo come un segno positivo… la Ruota gira.


nick: chetemperamento



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