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Mantova Piazza delle Erbe 31.12.2010 by Mairold

Ultimo dell’anno all’insegna della musica di Enrico, anche quest’anno! E lo scrivo con enorme piacere.
Enrico non credo sia sempre contento di suonare all’ultimo dell’anno (come ha dichiarato anche lui stesso) e credo nemmeno i componenti della band (insomma avranno pure il diritto di festeggiare con chi e dove caspita vorrebbero loro): penso che un concerto di Enrico piazzato il 31.12 ti “scombina” involontariamente un po’ i piani. Hai l’invito di un amico per il cenone, hai la proposta di andare in una città estera, hai la festa dal vicino, lo vorresti festeggiare solo con moglie o fidanzata… Declini tutto con eleganza e dai la precedenza ad Enrico, a quella musica che ti pulsa dentro ogni giorno e che rappresenta qualcosa di indescrivibile e di incomprensibile per gli altri, che non capiscono e quasi ti deridono se dici che il capodanno lo passi in piazza ad un concerto di Enrico Ruggeri.
Personalmente sono sempre più orgoglioso: più mi sfottono, più ne sono orgoglioso, più gli altri minimizzano, più io massimizzo.
Così è stato!
Destinazione Mantova, una città bellissima e una delle più “fascinose” d’Italia a mio avviso. Passo a prendere la fidanzata e via in auto con i brani che già ronzano nella testa.
Una volta in piazza il “problema freddo” (3 gradi!) non è più un problema, perché sei lì davanti, con le persone intorno che emanano calore e come tanti “buoi e asinelli” scaldano l’ambiente. Bello anche assistere ad un concerto in tenuta invernale: giubbotti, berretti, scarponi, guanti…
Dopo un’oretta di preambolo musicale in cui vengono ribaditi alcuni concetti cardine della vita, del tipo “come è bello far l’amore da Trieste in giù”, “che (se c’è) confusione: sarà perché ti amo”, “che il waka-waka è ormai da sapere”…inizia il concerto in “Christmas version” con White Christmas.
Via via le altre, con Enrico che spesso guarda l’orologio per ottimizzare più pezzi possibile entro la mezzanotte, orario in cui deve lasciare spazio al brindisi collettivo. Così il concerto diventa quasi una “maratona” che procede a ritmo costante. con poche parole e le canzoni che si fanno spazio una dopo l’altra: Portiere di notte, L’ordine naturale, Rock Show, Ti avrò, Primavera a Sarajevo, Poco più di niente, La notte delle fate, Jingle Bells, Polvere in “versione remix”, lenta all’inizio grazie all’intervento vocale dei Kymera, rockeggiante nella seconda strofa con l’intervento del Rouge.
La band pare soffrire un freddo incredibile, nonostante fossero pochissimi i cm quadrati di pelle a contatto con l’esterno. Nel presentare Quello che le donne…Enrico inizia così: “in diversi anni di collaborazione tra me e Luigi Schiavone…” interviene Schiavone dalle retrovie e dice: “questa è sicuramente la cosa più fredda che abbiamo fatto”…ovviamente riferendosi alla temperatura…
Dopo il brindisi c’è spazio ancora per due pezzi classici: Contessa e Mistero. Queste risultano essere le prime canzoni del nuovo anno cantate da Enrico!
Un anno che si chiude con Enrico e un anno nuovo che si apre allo stesso modo: credo sia per tutti noi il modo migliore per festeggiare il passaggio dal nuovo al vecchio anno, cantando insieme a lui, alzando al cielo i calici e urlando al 2011 tutta la nostra passione ruggeriana.
Non so se questo mio scritto finirà nella cartella “il mio concerto 2010” o in quella “il mio concerto 2011”…quello che conta è che comunque riesca a fare apprezzare in minima parte la serata a chi non era presente fisicamente e a far giungere loro qualche bollicina di quello spumante che alle ore 24 è stato stappato in quella piazza mantovana gremitissima.
Auguri a tutti per un felice anno nuovo, nella certezza che Enrico ci saprà ancora deliziare con la sua musica e regalare emozioni sempre grandi.

Massimo (nick forum Mairold)

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