Stampa
PDF

OSPITALETTO (BS) 25.07.2010 by Mairold

E' bello tornare a pensare di dover andare ad un concerto di Enrico dopo “appena” 3 mesi, soprattutto quando questo tempo è stato caratterizzato da impedimenti e “sofferenze” che non dipendono dalla tua persona, ma che ti hanno costretto a cambiare totalmente modo di vivere per un po'.C'era voglia di ritornare a stare sotto al palco, c'era voglia di vedere la ruota che gira, c'era voglia di vivere il concerto e mio padre deve aver annusato questi sapori e si è offerto di venire con me…ormai anche lui ci ha preso gusto.Si giunge sul luogo, ma ancor prima di vedere il palco e la piazza con le sedioline già posizionate, si sentono le note della chitarra di Schiavone che pervadono il paese, il basso di Palermo che risuona tra le vie: stanno provando! Finalmente si arriva alla piazza e si apre un mondo…io respiro verrebbe da dire!Bellissimo il palco, a due piani, con la batteria collocata in alto che si erge verso il cielo, quasi a voler far sentire “Nano Orsi” un piccolo grande dominatore, perché da lassù si vede tutto e meglio probabilmente. L'impatto è fantastico e per come è “disegnato” il palco stesso sembra quasi di stare in un mobilificio o in uno stand fieristico tanta è la pulizia e l'ordine della parte “viva”, quella centrale.Dopo i saluti di rito, i dialoghi con Enrico e i ragazzi della band, inizia il concerto introdotto da sindaco e schiere di rappresentanti dei associazioni locali che, dopo i soliti convenevoli e ringraziamenti, lasciano spazio all'ospite di onore della serata.Bello l'inizio con “Vivi” e subito con “l'ordine naturale”, quasi a far intendere al folto pubblico presente di che pasta sarà fatto il concerto e i che pasta è fatto Enrico: una canzone “melodica” come intro e poi subito il rock vero, come dire…”oh, guardate che sappiamo fare un po' di tutto, dal melodico al rock”! Così è infatti e il concerto si snoda proprio così, con l'alternanza tra canzoni “struggenti” e profonde a canzoni più frizzanti e rock.La ruota regala vere perle, tra cui Si può dare di più, accolta con un boato e cantata benissimo da Enrico e da Palermo (al coro e all'assolo nella parte alta), supportata dal pubblico presente, e Notte di Stelle. Poi via con le altre, con presentazioni importanti di Enrico ad introdurre il “tema della prossima canzone” e a strappare applausi e sorrisi. Alla canzone “più autobiografica e meno autocelebrativa” che si possa scrivere…tutti in piedi verso le transenne: non si può fare a meno di gridare tutti insieme Rock Show col braccio teso in avanti e il dito puntato verso il cielo. Il vero “rompete le righe” arriva però quando Palermo fa risuonare il suo basso iniziando il giro di Poco Più di Niente: “io starei anche in piedi - dice Enrico invitando i vigili e la protezione civile che fornivano indicazioni su come sedersi – perché adesso è il momento della cattiveria pura”.Allora vedi Schiavone che con una mimica facciale degna di un uomo lupo trasmette cattiveria e grinta, Palermo che picchia duro sul basso, Orsi che trasmette tambureggianti vibrazioni fino all'ultima fila dietro ai furgoncini dei panini… ”Caffè? Grazie ma non ne voglio questa sera!...” e via fino alla fine con le braccia alzate verso il cielo e applausi degni di uno stadio per le altre canzoni.La notte delle fate al bis la cantano in moltissimi, ma ancor più successo riscuote Mistero, canzone “evergreen” cantata anche dai bambini.Chiusura in grande stile come sempre! E adesso che ho fatto un bel pieno di energia, degno di infinite Red Bull (quello metterà anche le ali, ma con Enrico si vola direttamente trasportati dalla sua energia e dalla sua musica), posso tornarmene a casa rigenerato e felice!

Massimo (nick forum Mairold)



Il Nuovo Disco!

compra il disco su i-Tunes

compra il disco su Google Play

compra il disco su Amazon

compra il disco su TIMmusic

acolta su Spotify

scolta su Deezer

Twitter

Seguici su FB