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OSTIA LIDO (Rm) 20.08.2010 by Audrey

Non so perché e non capisco come mai ma ogniqualvolta io parta per qualche destinazione sia essa vicina o lontana per raggiungere il palco del Rouge lo faccio con l'ansia nel cuore perché so che qualcosa capiterà. Quindi mi premunisco, mi prendo quelle 6, 7 ore di anticipo in quanto in caso di ostacoli di varia natura, incidenti, imprevisti dei più svariati (caduta di massi sulla strada...animali vaganti...greggi attraversanti la carreggiata...) io abbia il tempo di risolvere la situazione e arrivare in tempo per il concerto.
In tanti anni ne potrei raccontare parecchi di questi bei momenti e l'ultimo riguarda Ostia.
Infatti un incidente in autostrada dopo Civitavecchia non ha permesso a me Chiara Liviana di arrivare in tempo per le prove e salutare il nostro Rouge e tutta la band.
...Non è che manchi voglia oppure fantasia in questo tempo che va via, ma, veramente a volte mi chiedo ma chi me lo fa fare? E mi viene pure da dire: “basta non voglio viaggiare più!”
Questo come ultimo pensiero.
Quella mattina ho preso la macchina per andare a 25km alla stazione, per poi prendere un treno lungo 5ore, per poi riprendere un'altra auto (quella di Chiaretta) e raggiungere il mio/nostro eroe.
Eppure, neanche fosse scritto, qualcosa si interpone tra noi e lui. Ma va?
E in quella ora di sosta forzata penso basta, è l'ultima volta.
Sono tanti oramai gli anni di su e giù e mai che io arrivi li serena come un girasole.
Divento pure insopportabile per le mie compagne di viaggio che digeriscono a fatica i miei musi, non è proprio più il caso.
Poi, Chiara rimette il cd di Enrico, togliamo la radio e questo Infotraffic inutile e magicamente .la musica cambia. C'è un niente (che invece è il tutto) che modifica il presente ci confonde in un istante ed è playback! SI va!! E si arriva! Entro e gli occhi dei nuovoswinganti già belli seduti al tavolo tra cui spuntano quelli grandi e azzurrissimi di Rita, incrociano i miei strabuzzanti entranti e due terzi dell'aggrovigliamento di bile un po' si scioglie.
Le prove purtroppo sono andate perse, non saluterò il Rouge dopo tanta strada, ma un bel piatto di spaghetti con le telline in compagnia di tante risate e foto in qualche modo al momento mi ripagano.
Credo che in quel momento io mi sia detta che passare una serata tra amici in una calda sera d'estate, di fianco al mare, sia una delle cose più belle che potesse capitarmi.
Quando ci si avvicina al piccolo palco poi, però, ci sistemiamo con buona pace in quanto la distanza dal palco non è certo enorme e davanti alla transenna ci si scambia vari baci e abbracci con chi arriva piano piano e non era con noi a cena. A un certo punto riesco a vedere il volto di Enrico spuntare da dietro il palco e sorridere. Beh...da li in poi mi sono resa conto di essere stata fortunata. Il motivo per cui io ero li era condividere qualcosa di magico con tanti amici certo, ma anche che ciò che volevo veramente si sarebbe avverato da lì a poco e cioè che lo vedessi salire su quel palco. Parte piano il nuovo swing... e Adriana si trova in quel vortice di emozioni che tanto ama e che ben conosce. Cantare a squarciagola quelle canzoni a cui da anni riserva il massimo rispetto come il massimo amore, sia per quelle nuove come la splendida Vivi sia per quelle che hanno segnato la sua vita come Mare mare...è ciò per cui vale tutto!
A un certo punto guardo quel mare così calmo e lo vedo così romantico con quella luna che ci si specchia dentro da farmi emozionare ulteriormente.
Fino ad arrivare alla mia personale esplosione di adrenalina durante Rockshow e all'ennesima lacrima e brivido nel sentire La ruota.
Altro che poco più di niente Rouge, mi è rimasta tanta voglia di “provare” (per lo meno) ad arrivare al prossimo concerto e prenderti la mano e magari perché no, girare anche la ruota.
Sempre che ci sia tempo.
Cristina un'amica cantante del Rouge gira la ruota. Esce Rien ne va plus o Nuovo swing...?
Poi la gira Liliana ed esce (non ricordo la voce) ma si apre un dibattito, bisogna scegliere tra Modugno e Endrigo. Viene fatta fare da Luigi la votazione al pubblico tramite applausometro virtuale e c'è una maggioranza di approvazioni per L'uomo in frack.
Quante vite è tanto bella sia in un teatro con le luci intense e il silenzio sia in una location come quella coi piedi sulla sabbia fresca, dove dopo ci suoneranno Lady Gaga.
Grazie Enrico per il saluto dl palco a chi ha viaggiato ed + venuto da lontano (tra cui Torino), grazie per l'ironia sia nel “riprendere” scherzosamente Luigi perché non sta attento ai tuoi discorsi come i musicisti di Guccini, sia perché ( “non ho niente da fare”) Luigi toglie la polvere col pennellino alla pedaliera, sia perché ci hai accontentati dando il massimo di te fino alla fine anche se eravamo in 28 29 come fossimo mille.
Si ritorna di corsa verso casa a Grosseto noi perché non possiamo fermarci, quindi i saluti ai miei amici poi vanno alla band che sono riservati al mitico Nano a Paolo e a Francesco.
La strada è di nuovo lunga e tutta buia (ma i lampioni da asti in giù sono probiti?) e come immaginavo a metà strada chiedo il cambio e Chiara generosamente me lo da.
Abbiamo diviso davvero tutto fino alla fine.
Queste sono tutte cose che contano e da ricordare.
Da una piccola persona ma da una grande fan, grazie Rouge.
A presto a tutti.

Adriana (nick forum Audrey)



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