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Porto Sant'Elpidio 14.04.2010 by Occhi Blu Oltremare

Un familiare tuffo al cuore sale caldo alla vista delle locandine,che campeggiano all’entrata del teatro.
Il pensiero corre lesto all’indietro a quante hanno punteggiato di entusiasmo il trascorrere degli anni,fino ai salti di gioia di me,ragazzina,quando,per la prima volta,vidi affissa di fronte casa quella,che avrebbe determinato la scelta del “mio” concerto.
Nell’alcova avvolgente della sala,trapunta di rosso,accarezzata da lenzuola sinuose di luci di seta,fasci iridei voluttuosi,coni luminescenti di pulviscolo,che si affacciano con un birichino andirivieni,per sfumare e stagliare dal buio sensazioni negli occhi e nelle anime,apre il sipario la musica.
Brividi e note si accompagnano nell’aere,percorrendo,come su rotaie,tratti di rado lineari,per lo più scoscesi ed arditi,quasi a specchiare ciò che toglie il respiro e poi libera su montagne russe.
Così si dipana lo spettacolo,arricchendo di brillanti stati d’animo e di spunti di riflessione le menti di chi,nell’assistervi,trova l’evasione alla quotidianità,in un mondo alternativo di sogni,parcheggiati su nuvole spumose,variopinte di sofficità ed arte poetica.
Gli strumentisti emettono con sensibilità vissuta e competenza tecnica,vibrazioni,
che tracciano una sorta di encefalogramma dei ricordi e delle emozioni.
Sui visi degli astanti disegnano sequenze di fotogrammi di vita le frasi cantate,
ascoltate per l’ennesima volta,ma sempre rinnovate da chi sa interpretarle col cuore,a dispetto della banale ripetitività,che il tempo opacizza.
La dimensione live cattura in una piacevole ubriacatura palpabile,con la sua girandola di suoni,toni,colori,gesti,sorrisi ed occhi negli occhi.
La scaletta della serata è scelta in parte dal caso,tra l’alternanza di spicchi rotanti. Indicarne i titoli sarebbe banale e riduttivo.
Ciascuna esecuzione contingente illumina infatti ancora una volta le innumerevoli capacità di artista autentico rispetto allo standard dei concerti altrui; esalta inoltre la naturalezza e la maestria con cui la band l’incornicia,accogliendola con brio rivitalizzante.
Sono carezze delicate,abbracci protettivi o pugni allo stomaco se fanno affiorare ferite non rimarginabili,iniezioni di positività e cariche di energia o perle intimiste, scintillanti di tenerezze e romanticismo,ancora cui aggrapparsi per non essere risucchiati dal vortice del dolore.
Per qualche prezioso istante si ha,tiepido alito di vento,che scompiglia i capelli,la fuggevole sensazione di avere la facoltà di poter catturare dall’espressività da consumato interprete,che non smette di compenetrarsi,ciò che,allo scorrere del pentagramma,sfiora la mente dell’artefice di tutto.
Primo attore,regista,sceneggiatore,conduttore delle nostre anime,sa da sempre come arricchirle,regalandoci la sua creatività,saggezza,umiltà,ironia,umanità.
Instancabile stacanovista,nonostante i pregevoli successi,incastonati in svariati settori,continua,con ammirevole semplicità,a mettersi in gioco.
Non si fa sovrastare dalla dimensione teatrale,che ha in sé il germe della seriosità,
ma con calibrata spontaneità gestisce anche siparietti di garbato intrattenimento, non privi di allegria,condendoli con grintoso stile.
Tra cortine di fumo ed atmosfere dal gusto un po’ retrò sfoglia l’album del passato nel presente.
Coinvolge al punto che,la mia poltroncina,benché saldamente inchiodata a terra, può levitare come un’invisibile navicella spaziale,nei luoghi e nei periodi, materializzati dalle sue delicate,seppur precise pennellate descrittive.
Comprendere a fondo le sue vedute,tra le righe a volte ermetiche,amplia il punto di vista,non solo perché fregiate di cultura.
Talvolta mi spaventa la perspicace intelligenza con cui,sarto delle emozioni,sa cucire canzoni come vestiti originali,che calzano a pennello le taglie più disparate. Ciò che mi scioglie in lacrime però è la profondità che sviscera,nel comporre,come in un mosaico mai concluso,che si estende ad ogni incontro,aspetti sostanziali di vicende non condivise a parole,solo radiografando sguardi ed atteggiamenti.
Chissà quale volto sotto il palco è,è stato,sarà fonte di ispirazione? Se si avvicineranno di nuovo i nostri mondi interiori,al di là di quella timidezza congenita,domata in parte,volenti o nolenti,dalle esperienze?
Ecco forse la chance di infrangere il muro,che l’emotività caratteriale innalza, quando si potrebbe comunicare vis à vis.
Il mio concerto non termina mai dopo l’esecuzione: culla su salde ali dorate questa vita.
Il suo,scrigno traboccante,che racchiude gemme per il tempo dei ricordi,alimenta linfa eterna di moltissimi altri ancora.

Occhi Blu Oltremare

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