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Pusiano (CO) 26.07.2010 by Mairold

“Pronto? Buongiorno signora, vorrei avere informazioni riguardo il concerto di Enrico Ruggeri: sono posti seduti, numerati, in piedi…mi può dire qualcosa in merito?”
“Sì, sono posti seduti e numerati: il prezzo è di 23 euro seduti e di 12 euro in piedi in fondo. Le prime sei file di sedie sono riservate alle autorità. La vendita è quindi libera dalla 7° fila”.
Così cominciò l’”avventura”, per questo concerto alla Cava di Pusiano, ad inizio maggio. Il problema è che la gentile signora non aveva specificato che la 7° file si trovava a 7 metri dalla 6°, la quale era a 6 metri dalla prima, che a sua volta era a 7 metri dalla transenna, la quale era distante circa 6-7 metri dal palco. Insomma…facendo due conti…la 7° fila era posta a circa 30 metri dal palco! Le persone in piedi, invece, erano poste a circa 60 metri: dal Terzo Anello di san Siro la visuale era decisamente migliore!
Il luogo era piuttosto “pittoresco” e strano: pareva di essere sulla Luna. La roccia della cava illuminata con le luci, contrastava piacevolmente col buio del cielo e dell’ambiente circostante, mentre in fondo le luci del palco parevano formare una lontana galassia di corpi celesti o forse era la Terra. Anche Enrico era a disagio con questa lontananza, tanto che spesso tra una canzone e l’altra si preoccupava del pubblico pagante: “Benvenuti…ovunque voi siate!” – “Tutto bene là in fondo? Ma ci siete? Scrivete ogni tanto…” – “Spero che stiate applaudendo, almeno posso intuirlo…” – “Tu che adesso torni al tuo posto, vuoi qualcosa da bere durante il viaggio?”.
Insomma la cosa era davvero surreale perché non si percepiva la partecipazione del pubblico, il battimani sfioriva presto, le urla “Vai Rouge” si infrangevano sulla roccia circostante, ma la musica arrivava comunque bene alla platea, con i toni medio-bassi molto chiari e limpidi, nonostante la roccia “ovattasse” un po’ il tutto.
Dopo la filippica del sindaco, che altro non ha fatto che esaltare la “location” (a proposito: 3 microcartelli che davano una approssimativa indicazione della strada per raggiungere la cava), iniziano le musiche!
“Vivi” apre le danze seguita da “L’ordine naturale”, poi a ruota (appunto la Ruota ha regalato ancora bellissimi pezzi), con le altre. Inizia “Nuovo Swing” ma si interrompe subito per “impossibilità di Luigi a proseguire” e servirebbe l’intervento di Piero Angela, come invoca Enrico, per capire il motivo per il quale uno stormo incredibile di insetti ronza intorno al buon Schiavone, capitanati da un non definito mega insetto – “Le uniche cose che ci sono vicine sono gli insetti” – dice Enrico ancor più sconsolato dalla distanza che lo separa dal pubblico. Poi tutto riparte alla grande.
Dopo una chiosa puntuale e precisa di Enrico sul suo carattere e dopo aver giocato sul termine “musica leggera” , come era stato presentato dal sindaco, ecco che è tempo dell’adunata alle transenne…è il momento di Rock Show!
Urka…si mobilitano la Protezione Civile e la Croce Rossa: ma come?!? Ci ha chiamati Enrico lì sotto e lui lo ripete, ma “i gendarmi” probabilmente hanno troppo a cuore “la sicurezza”. “Emergenza! - esclama Enrico - …l’ho detto io di venire qui, tranquilli!” e anche la Protezione civile, probabilmente abbagliata da cotanta invasione (all’incirca un centinaio di persone), si tranquillizza e si colloca di lato.
Intanto parte Rock Show e poi via con le altre, per una seconda parte davvero emozionante e davvero pregna di emozioni, intensità e ritmo!
Si snocciolano brani uno dietro l’altro, le dita salgono nell’aria a disegnare traiettorie ardite nel vento, gli sguardi sono calamitati sul palco, da una persona incredibile, da una band pazzescamente brava, che ti consente di vivere del tempo in spensieratezza, in armonia con te stesso, immerso nella musica, nelle parole, nelle emozioni che anche soltanto uno sguardo, un incrocio di sguardi, può generare. Questo è il vero Rock Show, questi sono i veri Attimi da non sprecare, questo è il momento in cui prevale il bambino che c’è in noi, la sindrome di Peter Pan!
Quando poi inizia l’ultima gioia, con l’incedere delle note dell’intro di Mistero, allora capisci che tutto sta per terminare, che devi recuperare a breve la cognizione del tempo, che devi tornare alla realtà, ma che hai ancora 5 minuti per dare tutto quello che hai dentro proprio con l’ultima canzone! E allora speri di riuscire idealmente a raggiungere la mano di Enrico quando lui idealmente te la porge (ma a 7 metri di distanza non è così facile…) e basta questo per rendere al tuo cuore una gioia grande ed è qui che capisci che anche se tutto tra pochissimo finirà, hai dentro quella cosa che ti consente di rientrare a casa recuperato, rigenerato, ma soprattutto carico per affrontare la settimana, con i mille problemi che vengono in contro e che spesso si pensa si potrebbero evitare resettando tutto e ricominciando un’altra vita.
Ma è bellissimo anche così, soprattutto se nella nostra colonna sonora che ci accompagna quotidianamente, abbiamo canzoni che sanno regalare queste sensazioni appena descritte! E’ proprio per questo motivo che il concerto l’ho voluto descrivere al tempo presente!

Massimo (nick forum Mairold)



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