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BETTOLA (PC) 21.7.2011 by Giugi_1990

IL MIO CONCERTO – BETTOLA (PC) 21.7.2011 by Giugi_1990

Andiamo incontro all'avventura con le vele al vento, non è rimpianto né paura ciò che sento…

Un’avventura. Ecco cos’è stata questa giornata per me.
Tra sciopero dei treni, difficoltà per trovare una stanza in qualche hotel e i problemi tecnici del pomeriggio, sembrava tutto contro questa serata che aspettavo da tanto, troppo tempo.
Ma noi ci abbiamo creduto e sperato fino all’ultimo.
Noi, forum Rock Show: un gruppo stupendo, unito più che mai.
Mi chiedevo “Chissà come sarà passare una giornata con persone che non ho mai incontrato, molto più grandi di me. Chissà se cominceremo subito a chiacchierare o se ci sarà un po’ di imbarazzo. Chissà se mi vedranno come la piccolina del gruppo o come una coetanea.”
Tutti i miei dubbi hanno avuto una risposta: non sono mai stata così felice, non mi sono mai sentita così a mio agio con persone appena conosciute.
Qualche stretta di mano, qualche associazione tra i visi e i nickname del forum…e via ad infinite chiacchierate, sorrisi, baci e abbracci, battute, scambi di idee.

Si scrivono da sé, non ci fanno andare via; ci tengono a giocare con la musica, e poi ci commuoviamo…

Ore 22.15: ecco, arrivano i musicisti.
Fabrizio. Paolo. Luigi. Marco. Francesco.
Loro: il motore della serata.
E poi arriva Enrico, tra le urla e gli applausi di una piazza in festa.
“Stasera le strade del cuore convergono tutte sul palco…”: l’emozione di essere lì, con la sua Musica, con persone conosciute da poco ma a cui voglio già bene.
E senza nemmeno accorgermene ecco le prime lacrime: lacrime di gioia, lacrime di “Ce l’ho fatta, sono qui”, lacrime di emozione pura.

Chi sono io, che guardo lo spettacolo che c'è con gli occhi di un bambino?

Il mio sguardo non si stacca da quel palco. Da quelle chitarre, da quel basso, da quella batteria, da quelle tastiere, da quella voce.
Poi arrivano le prime note di quella canzone, quella che non ti fa star fermo, quella che come una calamita ti fa alzare dalla sedia, quella che ti porta proprio davanti al palco, tra quel basso e quella voce. Proprio lì, con la colonna sonora della mia vita davanti a me: e forse me ne sono resa conto solo in quel momento che era il regalo per il mio 21° compleanno, un regalo che aspettavo da troppo tempo.
Da quel palco arrivano poesie in musica per il resto della serata.
E noi lì a cantare, saltare, ballare, ridere e ad emozionarci ancora.

Ma in certi momenti il cielo siamo noi, che ci illuminiamo quando ci sfiorano le dita.

E a volte basta davvero poco per rendere incancellabile una serata.
Un sorriso e un braccio teso verso quel palco, per stringere la mano a chi da 21 anni fa parte della tua vita, anche se non lo sa e non se ne rende conto.
Pochi secondi che si ripetono per 3-4 volte.
Per molti non è niente di importante, è solo una mano che stringe un’altra.
Per me è l’unico modo per cercare di dirgli GRAZIE; per cercare di dirgli che da quella musica io non mi separo mai; per cercare di dirgli che mai per nessun motivo ho abbandonato o accantonato questa grande passione.



E la prima luce arriva là dalla periferia e piccole case li portano via, ma i sogni non cambiano mai.

Le luci si spengono, per poi riaccendersi poco dopo e tornare sul palco con i brani che non possono e non devono mai mancare.
Ecco le ultime note, ecco la fine della serata che porterò nel cuore.
Saluti, applausi…ed io ancora non ci credo.
Ancora non riesco a credere che tutto quello che è successo sia reale.
Io che a due anni e mezzo, durante Sanremo 1993 guardavo lui – già diventato il mio idolo – in tv esibirsi con “Mistero”, mentre saltavo sul divano e canticchiavo, con la disperazione dei miei genitori, costretti a seguire l’esibizione perché altrimenti avrei cominciato a piangere se solo cambiavano canale.
Da quel giorno sono trascorsi un po’ di anni, ma la sua Musica non mi ha mai abbandonata, anzi, si è fatta sempre più viva.

E mentre penso a questo, sale in auto e parte, verso una nuova meta.
Un’altra città dove lui e la band incontreranno altri sguardi, altri sorrisi; un’altra città dove ci saranno persone che potranno vivere quello che ho vissuto io questa sera.
Ed io con il sorriso sul volto e nel cuore, guardo e riguardo scatti e video della serata.
Ma con la mente sono già a quel palco che, spero presto, “regalerà piano un pezzetto di vita”.


Canta ancora per me, canta ancora più forte; ti sto aprendo le porte.
Canta ancora per noi, canta sempre più piano; mi hai già preso la mano.
Catturiamolo ancora quell'ultimo istante, perché è molto importante.
Quel momento che sai, quel momento che dai; una nota riposa là dove vorrai.


Giulia (Nickname sul forum: Giugi_1990)



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