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DOMODOSSOLA (VB) 20.6.2011 by Mairold

IL MIO CONCERTO – DOMODOSSOLA (VB) 20.06.2011 by Mairold

Domodossola! Forse conosciuta ai più solo grazie al famoso detto “D come Domodossola” in uno spelling italianizzato per scandire una parola al telefono, ma invece è una cittadina importante della parte orientale del Piemonte che vede lustro prevalentemente in inverno per le località sciistice adiacenti. Invece in questa estate 2011 ha visto anche la tappa della tournèe ruggeriana.Piazza lunga e stretta, ma gremita di gente in attesa del concerto, Enrico acclamato a gran voce e le note iniziano a risuonare, riempiendo quei pochissimi spazi che ancora ci sono tra le migliaia di persone. La chitarra di Schiavone con il suo pezzo introduttivo funge da carica ulteriore e poi via via gli altri strumenti: il basso riempie e fa vibrare le casse, la batteria ritma, le tastiere e l’altra chitarra elettrica completano e arricchiscono  un pezzo magnifico di Luigi al fine di introdurre Enrico.Il cielo è qui! La festa è qui! La gente è qui per ascoltare vogliosa un bel concerto. Con me ho portato oltre a mio padre, tre amici di cui due per la prima volta assistevano ad un concerto di Enrico Ruggeri. L’altro amico, quello che già portai al Manzoni e che già vide concerti in passato, mi ribadiva la voglia di riascoltare le sensazioni del Portiere di Notte, la voglia di ascoltare Polvere e di vedere la Primavera a Sarajevo: a lui sarebbero bastate queste tre! Tranquillo ci sono, gli ho detto!Anche quando ci sono alcune variabili che fanno si che il concerto non sia proprio “perfettissimo”, Enrico dà sempre tutto, con impegno, voglia, grinta, concentrazione, capacità di gestire i vari momenti della serata ed è anche per questo che mi piace. E’ lì su quel bellissimo e luminoso palco, si fa largo tra i fumi che salgono, insieme ai suoi magnifici compagni di viaggio e da dentro tira fuori sempre quel qualcosa in più, da quell’anima che se “c’è da venderla ancora lui lo farà”. Lancia sguardi, saluti, espressioni che sembrano voler dire moltissime cose, che vanno oltre alle canzoni, quasi a comunicare alla piazza un messaggio extra, un plus che non tutti i cantanti hanno. L’animale da palcoscenico si alterna al “bambino” che c’è in lui in modo omogeneo, sempre puntuale, la concentrazione è massima nonostante narri le vicende di mille volti perduti.E dopo che si coglie tutto questo non importa se qualcosa va storto, se qualche passaggio non è preciso, se qualcosa è da migliorare in termini di acustica (ma ancora complimenti a Nico Bonso per il lavoro svolto egregiamente), si lascia da parte tutto e ci si prepara a fare ritorno a casa, con l’immagine “dell’Enrico Ruggeri da palco” che  portiamo con noi, con estrema felicità e semplicità, ancora una volta, convinti più che mai, di ciò che lui solo sa offrire, con spirito e determinazione. Si va a casa con nelle orecchie una incredibile versione di Mistero, interpretata al massimo della forza, con tutto quanto uno possa aver dentro, quasi come se fossero gli ultimi minuti di un supplementare della finale mondiale, dove ciascuno dà tutto a tutti, e così è stato. Una menzione speciale anche a Luigi, quella sera in formato Super! Grazie, grazie a tutti perché quello che conta è gettare il cuore oltre l’ostacolo e trasmettere qualcosa di importante, così come è stato.

Massimo (nick forum Mairold)



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