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Brescia 14.09.2001 by Mairold

IL MIO CONCERTO - Brescia 14.09.2001 by Mairold

Ecco un altro concerto a distanza di pochissimi giorni dal precedente, ma che ha offerto altri piacevoli spunti per commentare e riempire un foglio bianco.

La piazza è pronta, con le sedie disposte davanti al palco, ma…tutte riservate, tranne le prime 3 file lato Schiavone (credo perché ci siamo piazzati prima ancora che mettessero i cartelli “riservato”) e le ultime 5 dello stesso lato: in poche parole tutto riservato nel lato Palermo (circa 25 file…mica poche) e poco meno nel lato Schiavone.

Dopo aver ascoltato vari personaggi locali che hanno fatto passerella cantando (in playback) canzoni più o meno orecchiabili e carine, ecco che arriva il momento del Rouge. La gente è disposta in piazza, tutti in piedi, accalcata dietro e di lato, al punto tale che il cerchio man mano si stringe e la gente avanza sempre più. Così, dopo che si percepiscono le intenzioni (chi è arrivato praticamente ultimo si stava ritrovando seduto sotto al palco), alle primissime note nemmeno della canzone, ma dell’introduzione Schiavoniana del concerto, ci si fionda tutti là sotto, col palco ad altezza torace e ci si appresta a vivere tutto lo spettacolo da lì…col cavolo che ci spostano!

Enrico arriva sul palco per iniziare “Il Cielo è qui” e guarda stupito: “siamo già qui sotto, hai visto?”. Annuisce, scruta le prime file, osserva la piazza pienissima con migliaia e migliaia di persone e pian piano anche altri si avvicinano al palco. Bene, si parte! Il Cielo è qui e noi ci siamo!

Deve ancora iniziare il madley di presentazione, che un ragazzo in piedi poco dietro di me inizia a chiedere “La donna vera” (attenzione…andrà avanti così ad ogni canzone fino ad un certo punto), poi si ha il tripudio con “Volti Perduti” quando Enrico lascia cantare alla gente la mitica frase “con gli occhi di un bambino!”.

La cosa più esilarante della serata è quando Enrico vede dal palco uno più o meno davanti a Palermo che sta parlando al telefono: “Diamo fastidio? Abbassiamo il volume?” Questo allunga il telefono ad Enrico: “ma cosa devo guardare?” dice Enrico – “No niente, è per te…è Maria dalla Calabria” risponde l’altro – “Ma chi è Maria?” – “E’ Maria dalla Calabria, salutala!”. Enrico stupito prende il telefonino “Ciao Maria, salutami tutta la Calabria. Adesso ti saluto perché devo andare avanti…c’è gente!”. Sempre più stupito lui, ma parte un applausone generale…che suggella un aneddoto destinato a rimanere negli annali. Ma il tizio col telefono ancora sta parlando con Maria: “Oh sbrigati che tra un po’ inizia la canzone, non è che posso parlare ancora a lungo…Se diamo fastidio abbassiamo il volume però!”.

Davvero fantastica questa scenetta. Intanto quello che continuava ininterrottamente a richiedere “La donna Vera” lo hanno portato via (non si è capito se a forza o se ne è andato lui), ma intanto un’altra grida “Contessa, Contessa, fai Contessa”. Enrico sente, guarda la band e dice “mi sa che ha fretta…no perché (rivolgendosi alla persona) ci stai chiedendo un brano che…così…a memoria, facciamo solitamente verso la fine, ma se tu devi andare a casa presto…?!?!”. Lo show va avanti, prosegue col solito tran tran, con i soliti siparietti, con le solite piacevolissime presentazioni, ma tutto più vissuto perché il contatto è reale e sentito. Enrico praticamente quando si abbassa ti canta in faccia ed è un istante fantastico. Le mani che si allungano a cercare un suo cinque o una sua carezza, gli occhi che incantati si perdono nella melodia delle canzoni (è bellissimo vedere le espressioni delle persone quando canta canzoni tipo “Nessuno tocchi Caino” o “Quello che le donne non dicono”), sguardi persi nel vuoto, sguardi che cercano di intercettarsi.

Pian piano intanto si arriva in fondo: “Caspita, ma adesso che c’è “La donna vera”, quel tizio non c’è più?” ci si domanda. Boh…Mistero! Appunto…Mistero! Significa che il concerto è terminato.

Alla fine Enrico lancia 4-5 dei suoi lunghissimi e immancabili “Grazie” (con 4 zeta e 10 e), guardando orgoglioso e felice la piazza, salutando ripetutamente il pubblico presente e una città che ha risposto davvero alla grande.

Massimo (nick forum Mairold)



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