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Segrate 10.09.2001 by Mairold

IL MIO CONCERTO - Segrate 10.09.2001 by Mairold

Dopo lunghi tragitti e “pellegrinaggi”, ecco che la carovana ruggeriana mi consente questa volta una breve trasferta. Praticamente molti della band giocano in casa: un concerto a pochi km da Milano in cui c’è ancora una volta qualcosa da dare, da offrire alla gente “vogliosa di Rouge” che accorre sotto al palco. Questo penso sia il segreto: dare sempre qualcosa, offrire sempre qualcosa e anche se la scaletta è sempre la stessa, se i discorsi sono sempre quelli e le “scenette” sono più o meno sempre le stesse, la gente “malata di Rouge” (che è la stessa gente “vogliosa di Rouge” che menzionavo prima) è pronta a recepire qualcosa di nuovo, pronta a vivere quei momenti e quelle canzoni come se fosse la prima volta dell’anno.

Così io vivo il concerto: mi stupisco della fantastica introduzione di Schiavone, con una musica orecchiabile ma fantastica, mi stupisco quando Enrico afferma che “stasera non manca nessuno”, mentre salgono al cielo gli anelli di fumo, mi stupisco ancora quando Enrico si presenta ai “più lontani” con un brano per decennio, ma soprattutto rimango senza parole (perché ancora non ci credo), quando la gamba di Enrico sale come in una mossa di arti marziali per dare il via a Volti Perduti!

Sono tutte queste cose, questi piccoli segnali, che mi consentono di interiorizzare e di vivere sempre a mille un concerto di Enrico, nonostante ne abbia visti moltissimi in oltre 20 anni. La voglia è sempre tantissima e vorrei non scendessero mai da quel palco: vorrei che Fabrizio andasse avanti all’infinito con quel basso, che il rullante e la cassa in quattro di Marco vibrassero sempre, che gli assoli di Luigi si inserissero sempre in ogni pausa musicale, che i tasti venissero sempre mossi dalle dita di Francesco e che il “fankettino” di Paolino non sia soltanto su “Contessa”.

Questo concerto è stato splendido, con Enrico in forma smagliante, con una voce carica, ma pulita, che andava ad accarezzare le nostre orecchie, andando a prendere in maniera più che perfetta tutte le noticine sparse nel pentagramma. Tutto fila via, fluido, bello, tra un battimani e un coro, tra un saltello sulle note più rockeggianti e un gesto con le braccia verso il cielo.

“Scusami, mi reggeresti un attimo la macchina fotografica?” – “Va bene…anzi no…qui devo saltare, come faccio?...C’è Rock Show!!!” – Perché la musica è coinvolgente, soprattutto in una seconda parte del concerto che è un crescendo verso un finale pazzesco. Qui mi vengono ancora una volta in mente le parole di mio padre lo scorso anno quando lo portai a Padova, nel giorno della festa del papà, per la prima volta ad un concerto: “Allora? Che dici?” gli chiesi. Rispose lui “Bestiale, incredibile!”.

Questo è lo stupore che tutte le sante volte, al termine del concerto, sentendo risuonare le ultime canzoni, ho dentro e che mi porto a casa, fino al mattino seguente, quando alzandomi dopo quelle pochissime ore di sonno, ancora mi risuonano nelle orecchie quelle magnifiche note e quelle splendide parole.

Così è stato dopo Segrate, forse anche un po’ di più rispetto alle altre volte, forse perché la trasferta questa volta era un po’ più breve, o forse perché Enrico, con il suo dinamismo e con la sua poesia, è riuscito a trasmettermi ancor di più quel qualcosa di cui parlavo all’inizio: quel Mistero profondo che tutte le volte mi richiama verso quel palco come se fosse la prima volta.

Il concerto è stato impreziosito anche dalla presenza e dalla vocalità di Andrea Mirò, un’artista completa, bravissima, che con semplicità e naturalezza si esprime mediante la musica: una musica d’autore.

Grazie ancora una volta Enrico, grazie di cuore per una serata magnifica, nonostante la mia transenna non si schiodasse di un centimetro…ma va bene anche così (per una volta).

Massimo (nick forum Mairold)



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