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MILANO 8.6.2011 by Mairold

IL MIO CONCERTO – MILANO 08.06.2011 by Mairold

Tutto avrei pensato di un’aula magna universitaria, tranne la possibilità di farci un concerto. Come sarà? Ma sarà a gradoni oppure lineare? Sarà grande? L’acustica…chissà… Insomma quante domande.Il Politecnico della Bovisa è teatro di questa seconda tappa del Tour “Che giorno sarà” tour legato al titolo di un libro e non ad un album, cosa unica e credo mai successa (ma che sicuramente qualcuno tra un po’ rifarà passando come unico nel genere, sfruttando l’occhio avanti di Enrico).La giornata inizia con una “conferenza” nel pomeriggio in un’altra aula, in cui il rettore di facoltà funge da moderatore, alternando domande serie a domande simpatiche, che danno spunti di colore anche per i presenti in sala, i quali si sbizzarriscono in domande più o meno “sensate”: “Ciao, non ho letto il tuo libro e nemmeno l’ho comprato. Dimmi qualcosa che mi convinca a comprarlo” – “Ma perché Ruggeri si è abbassato a condurre Mistero in tv?” – “Che musica ascolti?” – “Che rapporto hai con Sanremo” – “Che rapporto hai con la musica”. Ne nasce quindi un botta e risposta piuttosto simpatico, di buon ritmo, che Enrico arricchisce con le sue citazioni culturali alternate a battute di rara simpatia, scatenando sorrisi e applausi in sala.Alla sera poi il concerto, con palco in formato ridotto per stare negli spazi, ma scaletta pressochè invariata rispetto alla data precedente di Salsomaggiore (tranne un bis a sorpresa in più). Le sonorità vengono penalizzate dai materiali e dalla forma dell’aula, ma grazie ad un sapiente lavoro di mixer (grande Nico Bonso) si riesce a percepire comunque un buon insieme e il concerto fila via velocissimo.Il palco era a due passi dalle prime file. Enrico è in forma smagliante, recuperando tutta la forza e la voce per dimostrare ai presenti l’ottima scelta dell’aver marcato presenza (purtroppo non era piena l’aula) e il concerto è intenso. Le persone partecipano tutte con i cori e gli applausi, Enrico sorride, parla suona e canta.La notte delle fate è un invito: ci chiama sotto al palco, che è praticamente ad altezza uomo. Qualche ragazza gli tocca la scarpa, la gamba, la mano, lui ricambia con affetto (e qualcuna probabilmente ha avuto anche un tripudio ormonale viste le espressioni che ancora marcavano alcuni visi a fine serata). I bis sono 4: intensi, rock, vivaci, coinvolgenti, partecipativi. Le braccia si levano al cielo, i sorrisi contrastano la luminosità delle luci, le grida fanno vibrare le anime, anche i bambini cantano Mistero e Peter Pan e anche gli “anziani” battono le mani.Tutto questo è un concerto di Enrico Ruggeri, che si lascia apprezzare sempre più per la sua ecletticità, la sua umanità e la sua musica, riproposta sempre in maniera diversa, come se fosse la prima volta.Tu, caro Enrico, dicesti un giorno che non avresti mai terminato una canzone con la frase “Grazie di esistere!” come ha fatto un tuo collega. Consentimi però di terminare questo scritto con la medesima frase a te dedicata: Grazie di esistere!!!

Massimo (nick forum Mairold)



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