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Set
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Palermo (Tommaso Natale) 17.09.2011 by Salvatore

IL MIO CONCERTO - Palermo (Tommaso Natale) 17.09.2011 by Salvatore


Ma quanto è bravo Enrico? Quanto “signore”, nell’accezione sicula che indica educazione, perspicacia ed intelligenza? Quanto poeta? E quanto artista, ma non per questo gonfiato, che, prima di salire in macchina dopo le prove, rompe il cordone di sorveglianza per salutare un gruppo di fans?
A queste domande ho trovato un’ennesima risposta nella serata caldissima di Tommaso Natale,  giunto in tempo per le prove e dopo di esse immersomi in una tipica festa di quartiere, organizzata da un gruppo di volenterosi facenti parte di un altrettanto tipico comitato. Con Rosaria e Giuseppe, con le new entry Salvo ed Angela, al settimo mese ma non ha voluto mancare, con Katia e Fabio piacevolmente a chiacchierare in attesa dell’inizio. Ci raggiunge dopo qualche ora di girare a vuoto anche un gruppo dello  “zoccolo duro” di Roccamena, i famosi gemelli Ruggeri con mogli al seguito, riuscendo a perdersi nelle borgata.
Transenna garantita, ma dal di qua. Solo i membri del comitato transitano disordinatamente, come per altro due guardie giurate, generando un frenetico trambusto. Il cielo è qui. Ancora. Le note di Luigi ci elettrizzano nella notte tranquilla, poi ancora il cielo. Enrico ancora al top, come ad Alia, Brolo, Francavilla. Ci siamo ancora con lo stesso entusiasmo ed un pizzico di nostalgia. Non ci sono più date in Sicilia. Rosaria, speriamo in Padre Pio? Le note scivolano sulle foto e viceversa. Senza falsa modestia, alcune sono splendide (le note e le foto). La canzone assoluta di questo tour, secondo me, è “La canzone della verità”. Katia e Rosaria aspettano il segnale, Poco più di niente, per andare di la. Ci vanno, loro e Paola. Il comitato le blocca, le guardie pure. Enrico si esprime per farle rimanere. Niente da fare.  Io rimango immobile. Con quello che succede nella galassia, c’è chi accede al proprio quarto d’ora di celebrità ergendosi a protagonista dell’apatia e dell’antipatia. Le ragazze arretrano, ma uno del comitato le sgrida e, sia pur lievemente,  spintona Paola. Non mi pongo esattamente da seminarista e cerco di afferrarlo per uno dei suoi  baffi spelacchiati. Non ci arrivo. In compenso arrivano in 4 o 5. La discussione si fa animata. Ci mandiamo cordialmente affanculo.  Intervengono a calmarci. Le prometto a tutti. Alla fine mi calmo. Sguardo di intesa con Enrico. Il comintern cede. Di li a poco aprono le frontiere. Il Genio ci ringrazia “per essere arrivati fin  qui”. Il concerto si trasforma in trionfo. Tutti ad applaudire, cantare a squarciagola.
A fine concerto il nuovo sentito ringraziamento “soprattutto per gli ultimi 20 minuti”. Mi sento come Giulio Cesare al culmine delle sue conquiste. Perfino il comintern comprende le nostre pacifiche intenzioni.


P.S. dopo il concerto spiego tra le risate l’accaduto a Marco. Sicilianu sugnu. Ad uno ad uno, mi riconcilio con tutti i miei “interlocutori”. Si scusano, ma l’anno scorso con Masini hanno avuto problemi alle transenne. Purtroppo non finisce qui. Mi avvicinano due di cui non ricordo nulla, sono di Godrano. Mi riconoscono dopo molti anni, si sono fatti 100 km per il concerto e per sparare cazzate che non mi va di commentare.

Salvatore (nick forum Il Fantasista)




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