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25.8.2012 Laigueglia (SV) by Sonia

Laigueglia è un paese davvero molto carino: ci ha accolto col suo bellissimo mare, con un sole splendente, con le sue mille piazzette… ne abbiamo passate una decina nel raggio di un km prima di trovare quella giusta, dove ci aspettavano una piccola distesa di sedie, un palco e tanti amici.
Erano appena iniziate le prove e che emozione rivedere finalmente Enrico ed i ragazzi dopo tanto tempo.
Venivo, anzi parlando con gli altri posso dire “venivamo”, da una settimana in cui tv, radio, genitori ed amici ci hanno bombardato di notizie non rassicuranti sul tempo e su una certa Beatrice che avrebbe portato pioggia proprio quella sera, ma guardando il cielo, a parte un paio di nuvole che non sembravano così minacciose, ci siamo altamente fregati di tutto ciò: eravamo lì, in tanti, felici ancora una volta di essere insieme, felici di condividere di nuovo Enrico e la sua musica.
Il tempo è passato tra saluti, chiacchiere, risate, foto, litigate per i posti che da ore avevamo occupato e che gente del posto voleva a tutti i costi accaparrarsi (ma alla fine abbiamo vinto Noi!).
Era tutto pronto, anche il segnale per correre sotto al palco, perché concerti del genere, da seduti, sono inconcepibili.

Fabrizio Casalino apre la serata con un paio di suoi pezzi. Piacevole ascoltarlo.
Ma è solo dopo la consegna di un riconoscimento ad Antonio Ricci (sì, quello di Striscia la Notizia) che finalmente inizia il vero spettacolo.
Una bellissima "Cercami, cercami" ha aperto il concerto... una delle mie preferite di sempre che mai avrei immaginato di poter sentire live prima di questo tour; brividi su "Prima del Temporale" e "I dubbi dell'amore", due tra i pezzi più belli di Enrico, di quelli che non ti stanchi mai di ascoltare e riascoltare; e poi... poi ha tirato fuori quell'armonica che mi fa venire la pelle d'oca ancora adesso a pensarci. “Inevitabilmente” è davvero un gran pezzo. In mezzo a tutto questo, c’è stato il tempo anche per “Señorita”, “Il portiere di notte” e “La notte delle fate”, dove abbiamo iniziato a farci sentire davvero (c’era un signore seduto davanti a me che si è voltato un paio di volte con un sorriso compiaciuto… sua moglie, credo, lo era un po’ meno visto che ad un certo punto ci ha chiesto di smettere di fare casino).
Primo imprevisto: Luigi si è seduto, non suonava più. Il suo amplificatore lo aveva definitivamente abbandonato. Enrico parlava, cercando di prendere tempo, intanto dal cielo provenivano strani boati che non avremmo mai voluto sentire. Risolto in parte il problema della chitarra, non così in forma durante “I dubbi dell’amore” (ovviamente non per colpa del chitarrista!!!) tutti pronti ad scatenarsi con “Primavera a Sarajevo”. Il tempo di iniziare che arriva la prima goccia d’acqua… sono bastati alcuni sguardi con chi avevamo attorno per capire al volo che se non l’avessimo fatto in quel momento non l’avremmo fatto più perché non ce ne sarebbe stato il tempo; era quello il momento di raggiungere il palco, era quello il momento di vivere il concerto come si deve!!!
Questa è la sequenza di ciò che ricordo: corsa, schianto contro il palco, sorrisi compiaciuti di noi sotto e anche di qualcuno dei ragazzi sopra, Enrico che dice a Valerio di lasciarci stare… e poi acqua, acqua, tanta acqua e noi a saltare e cantare. Poi si è spento tutto e non so nei minuti successivi cosa ho fatto di preciso. Una situazione surreale. Poi di botto è finito tutto. E’ smesso di piovere ed è finito anche il concerto. Enrico è scappato, sul palco c’erano i tecnici a smontare tutto quanto. E noi, zuppi, increduli nel veder rovinata in questo modo una serata del genere.
Non c’è stato il tempo di salutarci tutti quanti, ci siamo sparpagliati un po’ ovunque, con alcuni ci siamo incrociati per strada, il tempo di un “Ciao”.
La mia serata è finita intorno ad un tavolo, a prendere un the caldo all’1 di notte, chiacchierando, ridendo e scherzando con amici che da tempo non vedevo ma con i quali siamo più o meno quotidianamente in contatto. Alla fine è stata comunque una bella esperienza (ma una di quelle da non ripetere mai più!).
Grazie a chi ha condiviso con me il viaggio, il pre e post concerto.
Un saluto a tutti i presenti in piazza con cui ho scambiato due chiacchiere.
… ricambio l’abbraccio “bagnatissimo” ad Enrico e a tutta la band; stavolta è stato davvero tutto troppo breve ma è sempre un piacere rivedervi e ricevere i vostri sorrisi. Grazie.

Sonia (nick Forum Sony)

 

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