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Giaveno (TO) , Palasport 30.3.2012 by Mairold

 

Si inizia! Dopo tanti dubbi, notizie che si rincorrono, attese, speranze, cambiamenti annunciati…si incomincia! Si torna a respirare l’aria del concerto, l’attesa, i preparativi, quelle sensazioni che è bello avere addosso.

Il lavoro mi “chiama” a Parma proprio quel giorno, allora, dopo aver dormito poco, parto comunque di buon mattino, con sveglia alle 5.30, proprio per riuscire ad arrivare per tempo poi a Giaveno. Zainetto col cambio già preparato dalla sera precedente.

Da Parma parto nel primo pomeriggio (e dico: caspita…non poteva essere a Salsomaggiore anche quest’anno?), verso Milano perché devo passare da un cliente e poi mi dirigo verso Varese per lasciare mio papà e prendere la ragazza che arriva dal lavoro. Finalmente riesco a partire in direzione Giaveno, ma prima devo passare nelle vicinanza a ritirare i biglietti del concerto.

Eccomi, dopo 630 km complessivi (ma ne avrei ancora circa 200 per rientrare a casa), al palasport di questo paesino. Un palazzetto nuovo, ben costruito, ordinato, con le piccole tribunette in cui già qualcuno vi ha preso posto e con il campo da volley in cui già si vede qualche volto noto. Mancano circa 30 minuti all’inizio e già la transenna inizia a scalpitare…Dai Enrico, inizia, facci sentire il tuo saluti, facci sentire un’intro, una chitarra, un rullante, un giro basso, un paio di tasti…tanto per dire “ok ci siamo, partiamo!”. Invece nulla, niente di niente. Si ritarda di una mezz’oretta circa, ma poi dopo qualche nota apparentemente “incomprensibile” anche perché mascherata dall’applauso scrosciante del pubblico, ecco che si spalanca un mondo e si inizia a viaggiare di fantasia sulle note, ormai delineate e sulle parole: “Cercami, cercami, io ritornerò…”. Aldo direbbe “Miiii non ci posssso credereee!!!”. Che inizio!

E poi via con altre perle del passato che si alternano ad altri brani “più conosciuti” dalla maggior parte della gente. Un grandissimo schermo mette in risalto immagini e video che scorrono, da corredo ai brani, quasi a valorizzarli, a confermare il significato degli stessi, l’intenzione di trasmettere qualcosa che sia supportato anche dalle immagini, magari più recenti rispetto al momento in cui la canzone “in onda” ha preso vita. Un modo elegante e significativo quasi come dire alla gente: “Vedete, ve l’avevo detto”.

Che impatto! Il significato del termine Multimedia lo si coglie proprio grazie alle immagini di fondo, alcune anche “interattive” come durante “il portiere di notte”, con la scena che dietro prende vita “live”, illustrando il portiere, la donna bionda e quel velo di malinconia che assale proprio il portiere dell’albergo e che traspare dal disegno: Fantastico!

L’impatto che alcune immagini hanno è forte, fa riflettere, soprattutto anche su alcune persone che hanno lasciato tanto di cui ormai se ne conserva soltanto un ricordo. Enrico sembra parlare meno del solito, lascia più spazio alla musica e alle immagini che a volte si commentando praticamente da sé.

Le origine passate non si dimenticano, la “prima squadra in cui si gioca” non viene dimenticata e qui scatta l’apoteosi del pubblico, che con le mani alzate, tra applausi e cori, canta Punk! Le origini non si dimenticano nemmeno quando Enrico ringrazia e saluta la sua “vecchia squadra” e augura buon lavoro alla nuova, ai nuovi componenti dello staff organizzativo e produttivo: gesto scontato ma doveroso e bello, che qualcuno a volte troppo superficialmente tralascia.

Bello risentire autentiche melodie che hanno punteggiato la carriera “Ruggeri-Schiavone”, portandoli ad esprimersi anche in grandi contesti, su grandi palchi, con la gente festante sotto. Non è però sempre così il contesto ideale per un concerto, anzi, spesso più è “piccolo” e meglio si vive e si apprezzano le sfumature, rimanendo concentrati sul pezzo, senza distrarre gli sguardi e la mente: paradossalmente è più difficile esibirsi così piuttosto che in grandi location. Qui ci se mette realmente in gioco.

Come se ogni album fosse una cartella di un computer, Enrico apre il file e ripesca un po’ di qua, un po’ di là, quasi a sottolineare la “multimedialità”.

La band asseconda tutto, dimostrando un buon affiatamento. Qualche nuovo arrangiamento aiuta a fare apprezzare qualche brano ancora meglio, o a leggerlo in chiave diversa.

Il mio cuore “esplode” quando sento di quegli uomini che “sono partiti in mille e sono tornati in cento cantando quella vecchia canzone che fa oooh oooh oooh …”: è stato il mio “sigillo” ruggeriano!!

Ora siamo praticamente alla fine, anche i bis sono passati veloci ed è ora dei saluti e dei titoli di coda (che realmente transitano sullo schermo di fondo).

Mi attendono altri 200 km per tornare a casa…dopo i molti già percorsi, ma va bene così’ ed è bello così, perché con tanta carica si ritorna e si ricanticchia in auto quelle canzoni appena riascoltate, con un pizzico di sorpresa, ma con tanta gioia dentro al cuore.

Massimo (nick forum Mairold)




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