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Roccasecca (FR) - 8 luglio 2012 by Giulia

 

 

Andiamo incontro all'avventura con le vele al vento,

non è rimpianto né paura ciò che sento.

Non c'è montagna né frontiera che potrà fermare

chi corre incontro al mondo e il mondo sa guardare.

 

L’avventura; la pazzia dell’estate: prima o poi un viaggio del genere andava fatto.

Per Lui e per Loro.

Da Verona sono circa 600 km: chilometri che mi dividono dalla prima data (e forse l’unica) che riesco a vedere di questo tour.

E’ un viaggio, una trasferta, completamente da sola, e forse è per questo che sono più agitata delle altre volte.

Io che non sono mai andata a Roma, prendo e vado da sola qualche chilometro più in giù per un concerto: la gente non riesce a capire perché io faccia tutto questo solo per una serata di musica.

Ma non è “un” concerto, è IL concerto; non è solo “una” serata, ma LA serata che aspetto da tanto.

C’è quella musica, quella musica che in tutte le ore di viaggio in treno è sempre lì con me.

Canzoni che in quel momento, durante il viaggio, mi danno una sicurezza in più, come se quella voce che proviene dalle cuffiette volesse dirmi “Tranquilla, andrà tutto bene. Sarà una serata fantastica”.

Arrivata al B&B la mia intenzione era quella di riposare un po’, ma avevo un solo pensiero fisso in testa: ancora poche ore e sarò davanti a quel palco.

Quelle ore sembrano non passare mai, gli ultimi momenti di attesa sono sempre i peggiori e l’occhio continua a cadere sull’orologio, che sembra quasi intuire la mia ansia e per questo voglia farmi un dispetto: sembrano passati chissà quanti minuti, e invece sono solo pochi secondi.

Poi ecco che silenziosamente salgono sul palco per le prove quelle sei persone che stavo aspettando.

Quelle sei persone per cui ho fatto tutta questa strada per raggiungere un luogo che nemmeno conoscevo.

E subito arrivano i ciao e i loro sguardi sorpresi di vedermi lì davanti da sola, così lontano da casa, ma felice.

Una chiacchierata con loro dopo le prove, e mi rendo sempre più conto di quanto ormai la mia felicità dipenda da qualche semplice battuta, da frasi preoccupate sul viaggio; bastano dei sorrisi, qualche abbraccio e…mi sembra quasi di sentirmi a casa.

E questa sensazione la devo condividere con qualcuno, con quelle Amiche che purtroppo non sono riuscite ad essere lì con me anche se, in realtà, loro ci sono in ogni minuto della giornata.

Mi hanno fatto compagnia durante il viaggio, durante l’attesa, e ci saranno nello stesso modo anche la sera.

Sera che arriva presto; parte un filmato sullo schermo e poi eccoli: chitarristi, batterista, bassista, tastierista e…quella voce.

Ed io proprio lì davanti a lui, a quel microfono.

 

Cercami, cercami: io ritornerò lungo i fiumi e le campagne, tra i deserti e le montagne…

L’emozione è così forte che per i primi secondi quasi non riesco a cantare, ad urlare: rimango semplicemente lì ad incrociare quello sguardo per cui ho fatto tutto questo.

La serata prosegue con le canzoni di sempre, con quelle che mi hanno fatto compagnia in tutti questi anni, con quelle che non avrei mai pensato di sentire live, ed invece eccole.

Brano dopo brano, il tempo passa in fretta purtroppo, e siamo già arrivati alla fine.

Ho trattenuto le lacrime per troppo tempo e così eccole uscire proprio sull’ultima canzone.

 

…dipende solo da Te, prendere la mano è facile...

Tutti lanciati verso il suo braccio, ma tra le sue dita sta stringendo proprio la mia mano: sono pochi secondi che fanno sorridere, che mi fanno bene.

Poi finisce: la canzone piano piano arriva al termine e loro salutano, sparendo dietro quel palco.

Ancora qualche minuto di complimenti, abbracci, risate e poi…

Beh poi, come mi ha detto qualcuno “Ci vediamo alla prossima, ciao!”

 

Magari un giorno verrò, rimanere da soli è difficile.

Ma l'abitudine a correre è troppo forte: è come un fulmine.

 

 

Giulia (nick forum Giugi_1990)




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