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Champagne Molotov

copertina disco Champagne Molotov

 

CHAMPAGNE MOLOTOV

Intervista realizzata nei primi anni 90, ma rivista e corretta dal Rouge appositamente per il sito

Scheda presentazione Enrico risponde:

- Esce nel : Novembre 1981
- Copie Vendute: allora 3000 (escluse le ristampe)
- Canzone preferita: Vecchia Europa - Passato, Presente, Futuro
- Canzone che non ti piace più: Senorita
- Cosa significa per te questo LP? la mia voglia di rivincita e l’ossessione di dimostrare che il suono decibel era di mia proprieta’
- Frase storica: “.. carceri di ferro con le porte sbarrate / ecco il superuomo con le mani legate ..”
- A chi dedicheresti questo lp?: a tutti quelli che mi ascoltavano in quel periodo. non erano pochi

Che cosa è successo nel periodo che intercorre fra " Vivo da re " e " Champagne Molotov "?

Praticamente avevamo più cause che capelli in testa perché ci fu un contenzioso che è durato anni con la nostra vecchia casa discografica , in particolare con Sandro Colombini, quindi una lotta impari dato che lui, in quel periodo, produceva alcuni tra i cantanti più importanti d'Italia: Bennato , Dalla , Ron , la PFM..e poi una causa con i Decibel, che mi accusarono di averli danneggiati in quanto, con la mia uscita, loro non erano in grado di ottemperare ad una serie di impegni presi. Quest'ultima causa fini con un ritiro di questo album da parte della pretura e con un blocco totale da parte di tutti i mass-media nei miei confronti; io feci forse un paio di passaggi in TV e alla radio con questo LP... Sulla stampa non usci quasi nulla proprio perché tutti i responsabili dei giornali, delle radio e delle televisioni temevano d'indispettire Colombini , facendomi della promozione. E' stato, professionalmente, il periodo più buio della mia vita anche perché il pretore m'impedì di cantare fino al 1985, anno di scadenza del contratto; quindi un enorme ostacolo per un ragazzo che era appena riuscito a combinare qualcosa nella musica e si vedeva fermato da un'ordinanza per cinque anni. Ero praticamente messo in ginocchio da questa situazione, che si risolse solo un paio di anni dopo con una transazione tra l'altro onerosissima per me. Comunque,al di là di questo,c'era il pericolo di dover ricostruire cioè dover dimostrare alla gente che, tutto sommato, il filo conduttore tra i Decibel e il mio disco esisteva ancora : l'album " Vivo da re " andò molto bene, quindi c'era da parte mia la voglia di mantenere i risultati ottenuti e la consapevolezza che stavo ripartendo da zero. Per fortuna oltre a me e a Silvio è arrivata a poco a poco gente che ci ha dato una mano, primo fra tutti Luigi Schiavone che, all' epoca, lavorava ancora; così fummo costretti a registrare l'LP di notte, quindi con Luigi che per un mese ha vissuto lavorando di giorno e suonando nel mio disco di notte, dormendo solo due ore e nemmeno retribuito poichè non avevo soldi. Attorno a questo nucleo di persone si è poi basata tutta la mia carriera successiva e io ho fatto di tutto per esprimere a queste persone anche ad anni di distanza la mia gratitudine , ma in realtà la cosa più importante è che questo disco ha segnato un' unione credo unica nel mondo della musica italiana, ossia un musicista che lavora dieci anni con lo stesso arrangiatore e quattordici che lavora con lo stesso produttore.

Cosa è cambiato ,anche a livello personale , passando alla carriera solista?

Niente,anzi il vantaggio è stato che mentre con i Decibel c'erano altre persone che scrivevano e non tutte le canzoni che facevo trovavano posto nell'album, in questo caso io, immediatamente dopo la scissione, mi ricordo che andai a casa di Silvio , che aveva una villa in Brianza che poi dovette vendere a causa dei debiti contratti in quel periodo, e vi rimasi per una quindicina di giorni con i miei strumenti, allora molto rudimentali e ho cominciato a scrivere canzoni e a lavorare con Schiavone. Quindi dal punto di vista artistico non c'è stato nessun trauma.

Dov'è stato registrato il disco?

In uno studio che si chiamava Bach, nell' agosto del 1981 da me , Gigi e un nostro amico Silvano Bolzoni, che suonò la batteria con noi, poi si sono aggiunti degli altri ragazzi che son venuti a darci una mano tra cui Roberto Rossi , che suonò poi con Ramazzotti ed oggi è un apprezzato discografico; pagammo il disco con delle cambiali...insomma è un periodo che adesso ricordo con molta nostalgia perché era veramente un periodo di disperati e pionieri.

Chi è Roberto "Video" Pulix?

Un ragazzo di un gruppo di Riva del Garda , un tastierista.

Cosa vuol dire "Prodotto da Silvio Crippa per BC'80"?

BC'80 era la società che poi diventò Penelope.

Il titolo " Champagne Molotov " ricorre abbastanza spesso nella tua carriera...

Sì perché era il nome del gruppo che io ho avuto dal '72 al '76 e quindi, essendo la situazione molto simile, si ricominciava da capo e io che mantenevo la mentalità di gruppo volevo un gruppo con un nome preciso, addirittura volevo riformare un nuovo gruppo. Fu Silvio a dissuadermi, se non fosse stato per lui adesso sarei il leader di un gruppo e chissà cosa sarebbe successo. Comunque, ho voluto questo album si chiamasse come il mio primo gruppo e da allora tutti quelli che mi hanno accompagnato si chiamano così.

Le recensioni, le poche che hai avuto, come sono state?

Il disco é stato accolto con imbarazzo perché non era un disco di cui poter parlar male, ma nemmeno bene. I complimenti migliori li ho ricevuti a voce, poi sulla carta stampata si limitavano a qualche didascalia.

Hai fatto qualche trasmissione televisiva?

"Popcorn" e "Mister Fantasy", che sono stati gli unici a darmi una mano. Abbiamo fatto un "profilo centrale", cioè un video di un quarto d'ora per cui abbiamo impiegato circa venti giorni, si girava da pionieri, con una sola macchina, però fu una cosa molto creativa.

Che cosa hai suonato nel disco?

Basso, percussioni, chitarra. In sei canzoni su dodici ho suonato il basso, in altre sei la chitarra, accompagnamento, percussioni, insomma si faceva un po' di tutto; c'era persino Daniela ai cori, e in una canzone abbiamo usato delle sedie per fare le percussioni, sfruttando i rumori diversi che ne uscivano. Per ogni canzone si decideva sul momento con Gigi cosa suonare. Poi io ero preso da questa smania di voler dimostrare al mondo un sacco di cose, quindi mi lasciai anche travolgere: volevo suonare, cantare, fare i cori, gli arrangiamenti, la copertina, i video... volevo dimostrare a chi si era rivolto ai Decibel che, se volevaritrovare quel tipo di musica, doveva venire da me.

"Una fine isterica" appartiene a questo tipo di rivendicazione?

Sì, ma è dedicata più che altro al gruppo; la cosa che mi traumatizzò dì più dal punto di vista personale fu la fine della mia amicizia con Capeccia, un'amicizia decennale; il fatto che lui si fosse schierato subito dalla parte di Colombini e non da quella di Crippa fu per me una grave delusione, poiché avevamo fatto tante battaglie insieme da ragazzi, quindi lo trovai un fatto sleale.

Ma Capeccia che fine ha fatto?

E' un apprezzato compositore di musica d'ambiente, ha pubblicato parecchi album con uno stile molto personale.

Di "Una fine isterica" esiste la versione "Amore isterico"; come mai?

In realtà la prima versione era quella di "Amore isterico", il cui testo era simile per certi versi a "Competitiva"; a basi finite,mi venne in mente questo altro testo, però non volendo rinunciare all'altro, l'ho messo sul 45 di "Senorita".

C'è qualche canzone che senti particolarmente vicina a te ora?

Trovo molto dolce "E sorride", anche se forse un po' ingenua. Le canzoni più belle mi pare che siano "Vecchia Europa" e "Pssato, Presente, futuro", che erano già il qualcosa che sarebbe stato fatto poi e poi c'erano pezzi molto duri, pieni di energia, come "Competitiva", "Fingo di dormire", "Sono proprio un infantile", poi "Una fine isterica" che era un po' reggae, "Con te, con me" che era volutamente più band, tipo Roxy Music. C'era un po' di tutto, anche se il disco era talmente povero che era difficile, con i mezzi che avevamo, differenziare le canzoni, non potevamo chiamare il saxofonista o gli archi, per cui il disco ha questa impronta di grande scarnezza, che fingemmo voluta, ma era in realtà una scelta obbligata.

C'è qualche pezzo che ti piacerebbe rifare in concerto?

"Sono proprio un infantile" l'avevo già fatta nell"88; mi piacerebbe un pezzo divertente, ad esempio "Con te, con me", oppure un pezzo più importante, come "Vecchia Europa"; però, se devo ripescare dei pezzi, preferisco i più energici, dato che di pezzi lenti ce n'è in abbondanza.

Perché hai scritto nella scheda che non ti piace più "Senorita"?

Ma in realtà sono andato per esclusione,visto che le altre mi piacciono tutte, per cui ho scelto "Senorita", che ha avuto più fortuna delle altre, è stata anche Disco Lancio di radio 105..

Che cosa vuol dire ramaya?

Allora, per dire che uno era tamarro dicevano "che ramaya", perché c'era una canzone di un certo Afric Simon, che era terribile, vestiti scampanati, pantaloni d'oro, e quindi, quando abbiamo finito la base di "Sempre giù", Gigi ha detto "che ramaya!", mi ha fatto tidere e l'ho tenuta.

intervista tratta da Alter Ego




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