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Contatti

CONTATTI

Intervista realizzata inverno 2011

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Scheda presentazione Enrico risponde:

- Esce nel: 1989
- Copie Vendute: 180 mila copie circa
- Musicisti che hanno suonato: fra gli altri Dodi Battaglia in “Che temperamento!” e “La ragione e l’avventura” e l’Orchestra    di Stato dell’Unione Sovietica
- Canzone preferita: Bratiska
- Canzone che non ti piace più: forse “Che temperamento!” che oggi è la più lontana da me dal punto di vista musicale
- Cosa significa per te questo LP? E’ il primo contatto con un mondo che mi piacque molto, ovvero quello dell’Unione     Sovietica
- Frase storica: "Questo tempo immobile che limita, sbriciola il futuro che verrà, ma abbiamo già un'anima" (“Il   funambolo”)
- A chi lo dedicheresti? a Laura

 

Come è nata l’idea di quest’album?

Pensai di fare un album di cover di varie canzoni italiane, che era un po’ il mio sogno nel cassetto e si usava ogni tanto fare “l’album di cover”; oggi è una cosa più frequente ma allora non lo faceva quasi nessuno, per cui avevo pensato a questo progetto che mi sembrava molto interessante.

Nel frattempo era appena uscito l’album “La parola ai testimoni” ed erano già state scritte altre canzoni, due da Schiavone (“Che temperamento!” e “La ragione e l’avventura”) e una scritta da me, “Bratiska”.

In quel periodo ci fu una settimana, per me molto importante, che feci a Parigi con Riccardo Cocciante, in cui avevo scritto una serie di canzoni inzieme nelle sua casa a Parigi, a Montmartre; lui mi raccontò la sua infanzia ed io scrissi una canzone ('Indocina' ndr), poi c’era “Il Funambolo” che ho inciso in questo disco perchè era un pezzo che andava fatto con voce, piano e orchestra ed era perfetto per questo progetto.

Quindi abbiamo inciso le basi quasi contemporaneamente a quelle de “La parola ai testimoni”, che uscì a fine estate del 1988; io ero in Russia per registrare “Contatti” prima ancora che “La parola ai testimoni” uscisse, ma comunque sono due dischi strettamente correlati.

“Contatti” è composto dunque da due matrici: due o tre canzoni registrate in Italia (in “Che temperamento” e “La ragione e l’avventura” Luigi convince uno dei suoi chitarristi preferiti, Dodi Battaglia dei Pooh, a suonare) e dopo aver fatto scrivere le parti da un direttore d’orchestra, partiamo per Mosca per registrare.

Interpretavi delle canzoni storiche...gli autori-cantanti 'originali' sentirono le tue versioni?

E’ un album particolare: Endrigo mi inviò una lettera di ringraziamento; mi scrive anche Morelli degli Alunni del sole; poi un giorno ho incontrato De Gregori e gli ho fatto ascoltare “Alice” e da lì nasce una bella amicizia, tra l’altro avevamo anche gli studi di registrazione vicini, per cui ero molto contento di questo; invece silenzio assoluto da parte di Fossati, Guccini e Dalla.

Negli anni non hai più cantanto queste cover nei tuoi concerti.....

Di quest’album rimane “Che temperamento” molto anni '90 e anche “Il funambolo” che è poi stato eseguito spesso live ai tempi e che grazie a Stefania Schiavone prima e Tafuri poi ebbe grande spazio nei miei concerti teatrali, così come “Bratiska”; quest’ultimo è un pezzo che a me piaceva molto, perché avevo immaginato questa storia romantica di un principe che va in giro per la Russia a cercare il suo amore.

Per la scelta dei pezzi....come ti sei regolato?

Ho scelto quei brani che mi sembravano più significativi per la canzone d’autore, avevo pensato inizialmente di inserire anche un pezzo di Renato Zero.

come nasce l'idea della copertina?

la foto di copertina è di Laura (ex moglie del Rouge ndr), lei si vanta ancora oggi che l’idea sia stata sua invece era mia….c’era questa guardia russa che nella cabina telefonica parlava con fare circospetto…eravamo ancora nell’Unione Sovietica…io sono corso dentro per fare la foto…e Laura poi ne fece anche una mentre uscivo (il retro copertina)…ed è nata così una delle copertine più carine fatta con una semplice comune macchina fotografica.

Cosa significa quest’album per te? Ci sono delle curiosità sulla sua registrazione?

Quest’album è molto importante per me perché è il primo contatto che ho avuto con il mondo dell’Unione Sovietica; c’ero già stato nel 1986 e non vedevo l’ora di tornarci. La cosa bella è che abbiamo registrato in una cattedrale sconsacrata in cui i suoni venivano creati spostando da un parte all'altra della navata due orchestrali, spostando microfoni, in un certo senso erano talmente arretrati dal punto di vista delle tecnologie ma al tempo stesso erano più avanti di noi.

Beh arrivavamo sul posto e c’erano queste signore con la borsa della spesa e il violino, donne a cui non avresti dato una lira che poi suonavamo meravigliosamente. Il turno di registrazione iniziava a mezzogiorno e finiva alle 18 e poi c’era un altro turno dalle 19 alle 23, e appena finiva il turno cominciavano a bere tutti.

Ricordo che feci una partita a carte: iniziammo quando c’era ancora il sole verso le 23 e abbiamo giocato fino alle 3.30 mentre sorgeva di nuovo il sole, perché lì la notte dura poche ore.

In quella settimana a Mosca sono ingrassato di 8 kg per la mia passione per il caviale….ai tempi con 10 mila lire in Russia mangiavi caviale per un corrispettivo di 1 milione di lire in Italia e nelle foto della busta interna del vinile c’è una mia foto a tavola on le vaschette di caviale vuote..le ho realmente mangiate tutte io!!!

Come aneddoto ...mi viene in mente che il direttore d’orchestra, pianista russo, durante la registrazione de “Il funambolo” fu colto da una colica renale e riuscì a finire il pezzo prima di svenire e di essere portato all'ospedale.

 

intervista realizzata da Gano (con supporto tecnico di Giulia)



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