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Il Falco e il Gabbiano

 

Il falco e il gabbiano copertina
IL FALCO E IL GABBIANO

Intervista realizzata inverno 2011

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Scheda presentazione Enrico risponde:

- Esce nel: 1990
- Copie Vendute: 350 mila copie circa
- Musicisti che hanno suonato: Luigi Schiavone, Fortu Sacca, Mao Granata, Vittorio Cosma, Fabrizio Palermo
- Canzone preferita: Punk prima di te (in quel periodo diventano tutti rock e in qualche modo volevo ribadire la primogenitura)
- Canzone che non ti piace più: 
- Cosa significa per te questo LP? 
- Frase storica: "e la notte ti accorgi che scivola via, malgrado il silenzio c’è un canto che va" (“Notte di stelle”)
- A chi lo dedicheresti? a Stefano Senardi

 

Raccontaci come è nato questo progetto…..un ritorno al rock dopo le ultime produzioni come ‘La parola ai testimoni’ e ‘Contatti’….…

Con una formazione che era Luigi Schiavone alla chitarra, Fortu Sacca al basso e Mauro Granata alla batteria. Facciamo i provini…. in realtà era “vi facciamo sentire come viene il disco”.

La CGD ascolta i provini e approva il progetto, pensando di darlo in mano a un arrangiatore numero uno, si parte pensando a Little Steven, chiamano quello degli Iron Maiden, chiamiamo chiunque, pensano anche ad un arrangiatore italiano come Malavasi, Maurizio Bassi, tutti i nomi più alti, più forti, più pagati erano stati contattati per fare questo disco. Poi arriva Stefano Senardi (dirigente della CGD) e dice “pubblicate questa roba qua, vi salva la vita, pubblicate questo disco perché va bene così”. Così copiamo ‘in bella’ le basi e ci aggiungiamo qualche tastiera fatta da Vittorio Cosma e qualche tastiera fatta da Fabrizio Palermo, tastierista degli Sharks che era il gruppo prodotto da Luigi Schiavone; Fabrizio viene a suonare da noi dicendo “io suono le tastiere ma voglio fare il bassista” perché si era adattato alle tastiere.

Seconda decisione da prendere era il titolo: come lo chiamiamo…., mille titoli e Senardi dice, “ma scusate… il Falco e il Gabbiano”.

Terza decisione: quell’anno c’erano i mondiali di calcio, quindi tutti dicevano “no, non possiamo uscire durante i mondiali” usciamo verso Settembre e Senardi dice “chi l’ha detto che uno non può uscire quando ci sono i mondiali, usciamo a ridosso dei mondiali a fine Maggio”, quindi è Senardi che si prende la responsabilità di queste tre decisioni e determina il successo. Esce “Ti avrò” e il disco vende, per non esagerare almeno 350.000 copie.

Da questo disco realizzate dei video per certi versi “storici”…

Si, vengono fatti come primo video “Ti avrò”, come secondo video “Notte di stelle” e terzo video “Cielo nero”, il quarto video era “Punk prima di te” che poi non fu messo in circolazione perché c’erano troppe immagini di repertorio, come Mike Bongiorno, Maurizio Costanzo e fu tolto subito; furono quindi prodotti quattro video tratti dall’album, con un video che fu tristemente profetico per me che era “Notte di stelle”, nel quale il regista aveva deciso di rappresentare due persone che il giorno dopo andranno a discutere la causa di separazione.

Con questo disco compare per la prima volta il tuo Logo….

Io ho inziato a disegnare un qualcosa, ma io non so disegnare, però volevo fare una cosa che contenesse le mie iniziali, così una ragazza che si chiamava Angela e che faceva la grafica in uno studio, ha realizzato questo logo che arriva poi dal vivo e da tutte le parti. La copertina l’ha però fatta Mauro Balletti che faceva sempre le copertine di Mina e Milva e tanti altri; questa copertina tra l’altro, con la sigaretta, è politicamente scorretta.

Con l’estate iniziate subito un lungo tour….il “Falco Tour”…

Alla fine della registrazione la band è quasi pronta perché Fabrizio Palermo ottiene finalmente il posto di bassista e non quello di tastierista e troviamo come tastierista Alberto Tafuri. Parte una tournè lunghissima supportata da un album che era l’ideale per essere suonato dal vivo perché da “Ti avrò”, a “Cielo nero”, a “Punk prima di te” (unico pezzo scritto con Luigi anche se nel cd c’è ‘Ti avrò’ che ha marcatamente rivisitato lui), “Lo sguardo come il mio”, “La voglia che ho” c’erano dei pezzi molto rock, forse anche io, come allora dicevo nelle interviste ma era la verità, con il fatto che mi fosse nato un figlio ero stimolato ulteriormente a fare un disco rock.

La tournè estiva partì col Falco Tour con un falco enorme sul palco, tutto di ferro e illuminato dalle luci e da questo tour è stata poi tratta una videocassetta registrata a Milano al Palatrussardi.

Poi finita la tournè estiva, con la solita ingordigia di suonare che avevamo in quegli anni, abbiamo fatto subito il tour in teatro denominato il Falco e il Gabbiamo diviso in due tempi con due palchi diversi: nel primo tempo Luigi suonava il basso e Fabrizio e Tafuri suonavano le tastiere, tutta una cosa soft, molto teatrale, poi durante l’intervallo si smantellava tutto, tornava il falco, noi ci cambiavamo e facevamo la parte Falco, molto rock. In pratica erano due concerti diversi.

Puoi ritenere che questo disco sia stato una svolta, non solo per le vendite….

Con questo disco ci sono un sacco di novità, per prima cosa il matrimonio con un nuovo tipo di rock, più metal, già in odore di Queen che si respirava pesantemente nell’aria, una svolta quasi conflittuale, una reazione. Disco fatto da noi totalmente, in contrapposizione a ‘La parola ai testimoni’.

Un complimento che allora ti fecero  riguardo questo disco era inerente il tuo cantato

E un periodo in cui i giornalisti, specialmente romani, parlavano del Ruggeri-autore ma la critica era sempre sul Ruggeri-cantante,  questo è un disco dove si canta molto, ho voluto curare molto questa parte….



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