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La Parola ai Testimoni

 

LA PAROLA AI TESTIMONI

Intervista realizzata inverno 2011

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Scheda presentazione Enrico risponde:


- Esce nel : Settembre 1988
- Copie Vendute: allora 220.000
- Musicisti che hanno suonato:  tanti
- Canzone preferita: difficile… però credo che ‘Lettera dal Fronte’ sia la migliore
- Canzone che non ti piace più: in realtà non rifarei questi arrangiamenti; quindi non c’è una canzone che non rifarei
- Cosa significa per te questo LP? L’incontro con una musicalità diversa dalla mia
- Frase storica: 'se l’amore consuma vicino è un amore che dura di meno, l’amore ha bisogno di spazio, l’amore respira'
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A chi lo dedicheresti? a Luigi Schiavone, perché in realtà è stato tagliato fuori da questo disco essendo arrivato Michele Santoro che ha ridimensionato brutalmente Schiavone


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Come venne l'idea di fare questo disco....un po' anomalo e diverso per il tuo stile di allora....raccontaci la genesi...

E’ un disco molto particolare perché è l’unico caso in cui io prendo delle canzoni, le faccio sentire (voce-chitarra/voce-piano) e poi arriva una persona che non fa strettamente parte del mio entourage, Michele Santoro, conosciuto nella tournée di Gianni Morandi negli anni ’80. E’ il primo disco con un produttore esterno, appunto Santoro,  un grande musicista che suonava piano, tastiere e chitarra, col quale progressivamente abbiamo iniziato a lavorare fino al punto di affidargli la produzione di tutto l’album, anzi due (‘Contatti’ ndr).

E’ quindi la prima volta che arriva qualcuno che stravolge completamente i miei pezzi con una cultura musicale ampia e diversa dalla mia, inserendo delle cose che io non conoscevo. Anche se col tempo mi sono reso conto che l’introduzione de “La signora del tempo che vola” è molto simile a un pezzo degli Earth, Wind & Fire, che alcuni pezzi erano fortemente influenzati da Donald Fagen e dagli Steely Dan, quindi inserisce (anche in maniera massiccia) una serie di conoscenze musicali sue che non essendo le mie mi stupivano e mi coinvolgevano, però in realtà erano simili a cose già esistenti.

E il cambiamento lo si nota anche andando a leggere tutti i musicisti che hanno suonato, oltre gli Champagne Molotov..

Un disco complicato, perché siamo stati molto tempo in studio e con una marea di musicisti. In realtà gli Champagne Molotov non hanno suonato niente (vengono inseriti nei crediti più per affetto che per effettiva partecipazione), l’unico che suona è Schiavone che suona le chitarre che Santoro gli detta, quindi inserisce pochissimo di suo. Luigi fece un atto di grande umiltà ed intelligenza perché fece un passo indietro rispetto a Santoro, guardando come lavorava, imparando a gestire le macchine. Quindi in realtà invece di sentirsi tagliato fuori pensò che era un’occasione di crescita e non tutti sanno fare un gesto del genere. E con umiltà secondo me eccessiva, Luigi continua a considerare questo album come il più bello dei miei.

Poi ci sono grandi turnisti che operavano in quel periodo: Claudio Bazzarri, Carlo Pennisi, Alessandro Centofanti alle tastiere, Vittorio Cosma (che poi ricomparirà nella mia vita), al basso Dino D’Autorio, un giovanissimo Lorenzo Poli, alla batteria Golino e Cuffari, poi c’è Giulia Fasolino che canta, i Kalliope che suona i  fiati  (era la sezione fiati italiana per eccellenza che poi venne in tournée con me). L’unica cosa che riesco ad ottenere in questo disco è Andy MacKay dei Roxy Music che era uno dei miei musicisti di riferimento e che avrei potuto sfruttare meglio, perché lui praticamente non leggeva la musica; quando Santoro gli ha detto “Vuoi gli spartiti dei pezzi?” lui rispose “Preferisco leggere i testi!” e fu una cosa che mi rese enormemente orgoglioso ma che contrastava con l’impostazione che aveva dato Santoro al progetto; infatti ci sono alcune canzoni dove Andy MacKay esegue le cose che gli dice Santoro ed è veramente un peccato. Ci sono dei momenti in cui lui riesce ad andare a ruota libera ed il momento più bello è il finale di sax de “I ragazzi che volano via” dove lui fa degli stappi alla Roxy Music in maniera fantastica e alcune cose di “Marta che parla con Dio” e altre cose sparse come in “Lettera dal fronte”. In qualche momento di intravede il vero Andy MacKay, quello che io volevo per il disco; in altri momenti c’è un esecutore di cose non sue. Insomma questo caso è il rammarico di questo disco.

Come mai si scelse di dare per la prima volta carta bianca a qualcuno esterno…

C’erano queste enormi pressioni da parte della CGD, che voleva un grande arrangiatore, voleva fare un lavoro di stampo europeo; questo disco uscì in Germania (‘Tango delle donne facili’ diventò un singolo). Silvio era lo sponsor principale di Michele Santoro ed io tutto sommato dicevo “Perché non fare una cosa diversa?”. La tournée dell’album dal vivo aveva chiuso un ciclo quindi in qualche modo anche io ero curioso di vedere le mie canzoni alle prese con potenzialità diverse rispetto a quelle interne al mio entourage, per cui non lo rinnego. E’ un disco particolare, cioè se tu ascolti questo disco anche prima che io canti capisci che è “La parola ai testimoni”; c’era un altro modo di suonare, c’era molta fusion, c’era un approccio diverso, però c’erano delle grandi canzoni dentro: una canzone che ho suonato tante volte dal vivo, trascinante, “La signora del tempo che vola” e due canzoni di peso “Lettera dal fronte” e “Marta che parla con Dio”. Le altre le ho un po’ perse per strada anche se poi, se non vado errato, qualche volta ho fatto dal vivo “Tango delle donne facili”; però le altre erano un po’ troppo connotate stilisticamente per cui alla fine è un disco che ho eseguito poco dal vivo.

Come hai detto tu questo disco è un “passaggio”: dalla fase Champagne Molotov a una fase successiva; fu una normale evoluzione, fu un caso?

Fu un caso, non c’è correlazione tra la fine degli Champagne Molotov e questo disco; si sono sciolti per problemi economici tra loro e  l’impresario. Io ne salvai due (Schiavone e Fiore) e gli altri ebbero posizioni un po’ più drastiche. Questo scioglimento si sentirà per almeno due anni, fino al 90 quando torna una formazione stabile con Schiavone-Fiore-Palermo-Tafuri, perché la tournée dell’88, quella dell’89 e anche quella del gennaio 90 in Unione Sovietica sono state sempre fatte con musicisti diversi, non hanno avuto una connotazione precisa:. La tournée “La parola ai testimoni” parte nei palasport con gli Champagne M. + Santoro + i Cento + i Kalliope e poi diventa tournée teatrale con i Cento (dopo lo scioglimento degli Champagne M.); nei palasport facciamo questa tournée eccessiva sotto tutti i punti di vista (eravamo in 17 sul palco: 3 chitarristi, 3 tastieristi, 4 fiati, 4 coristi, le scenografie imponenti) quindi era una tournée che andava male dal punto di vista economico

In questo disco quando facevi la promozione, quando venivi presentato, si diceva “prima Ruggeri parlava di sé stesso mentre ora nelle sue canzoni racconta di altri…lascia la ‘parola ai testimoni’…

Questo disco continua quello che già avevo fatto con ‘Il portiere di notte’: il piacere di raccontare storie di altri. C’è “Lettera dal fronte” che nasce perché trovo un diario del fratello di mio padre che morì in un campo di concentramento americano in Grecia durante la fine della seconda guerra mondiale; era uno scritto molto toccante naturalmente, che finisce con la sua morte, cioè va avanti a scrivere finché muore. Però questa è più una canzone sulla prima guerra mondiale, guerra di trincea, sullo smarrimento di uno che si trova in un contesto terribilmente più grande di lui. Quindi sì, questo disco era anche il cercare di raccontare storie di altri.

La copertina non ti vede protagonista….molto particolare…

Nella copertina non ci sono io, ci sono una serie di persone. Io compaio solo dietro, anche qui per riallacciarsi al titolo dell’album….

Da questo disco fu fatto un video di “Tango delle donne facili”; come mai venne fatto un video di quello che non era il singolo?

Si presumeva che il primo singolo andasse di suo e quindi c’era l’idea di rafforzare la promozione con un secondo singolo;  nel frattempo la Germania scelte “Tango delle donne facili” come pezzo da promuovere, e così si pensò di farne un video. “Tango delle donne facili” per i tedeschi era proprio il pezzo che identificava l’italiano: Io andavo a fare la promozione in Germania e capivo come vedevano gli italiani; me n’ero già accorto con la promozione europea di “Si può dare di più”:  noi mangiamo gli spaghetti, chiamiamo la mamma e poi andiamo in giro a rombare, questo è l’italiano nel mondo; nei casi peggiori siamo anche mafiosi, abbiamo la coppola. E quindi “Tango delle donne facili” era l’ideale. Mi ricordo che abbiamo fatto il casting alla Fashion con Schiavone, ci siamo visti 100 modelle; ce n’era una che io non presi e Schiavone disse “questa vedrai che farà strada”… io scartai Ana Laura Ribas; in realtà io la scartai perché era arrivata in ritardo, ricordo che non parlava ancora l’italiano.

In questo disco, forse per la prima volta, ci sono delle canzoni in più sul cd rispetto alla versione in vinile

L’industria cominciava a capire che il supporto del futuro era il cd, che stava quasi arrivando al pareggio col vinile… Ricordo che c’è ‘Inutile canzone’ che inizia con i passi e poi il suono del telefono (versione diversa da quella inserita nella musicassetta ndr),….i passi  sono  presi da ‘Love is the drug” dei Roxy Music, sono i passi di Brian Ferry.. oltretutto nel cd ci stavano più canzoni, fisicamente, perché il vinile dopo un certo minutaggio cominciava un po’ a calare di qualità e quindi io, che soffrivo di sovrabbondanza, cominciavo a mettere delle canzoni in più nel cd. Già nell’85 “La prima sigaretta”… cominciavo a fare delle canzoni che magari non piacevano a Silvio e così raggiungevamo il compromesso di metterle nel cd invece di scartarle…. In più fu messa “Giorni randagi”  che era la canzone portante di un film sfortunato che non vide mai la luce, però stranamente è stato uno dei miei singoli più venduti, e molto amato, forse perché mancava l’album e andò bene il singolo.

intervista realizzata da Gano (con supporto tecnico di Sony)



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