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intervista a Fabrizio Palermo
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Che rapporto hai con gli altri vocal coach, soprattutto con Tafuri, visto che avete suonato insieme nei tour di Enrico degli anni ’90 ?

Ci stimiamo tutti e quattro. Gli altri tre sono tutti grandi professionisti sia Pennino che Rossana Casale che Tafuri. Con quest’ultimo ci conoscevamo meglio. Abbiamo condiviso palco e camera da letto per anni. Ma siamo comunque tutti in ottima sintonia: ci parliamo, ci confrontiamo. C’è una giusta e sana competizione, ma c’è innanzitutto una stima reciproca tra tutti noi. E’ chiaro che ognuno è qui per fare il suo, per farlo al meglio, per portare avanti i propri, ma lo si fa senza colpi bassi.. così alla luce del sole.

Enrico dice che non compra dischi dal 1981, non reputi possa essere un handicap per gestire giovani cantanti, nel senso di non riuscire a capirsi?

Eh.. infatti il mio ruolo è anche questo: fargli capire che comunque dall’1981 al 2010 ci sono 30 anni e in questi 30 anni qualcosa di carino c’è stato. Il confronto che abbiamo fra noi è quello lì. Lui lo dice come battuta e in parte è anche vero, però secondo me non è una cosa di cui vantarsi. Un conto è dire “preferisco la musica anni 70, piuttosto che la musica anni 80” eccetera. Cè sempre qualcosa che non piace. Ma mettere un paraocchi su tutto quello che è uscito dall’80 in poi no. Anch’io sono appassionato di musica anni 60, 70, la musica anni 50 del rock’n’roll… però siamo nel 2010 e sono uscite tante cose non buone, ma anche tante cose buone. Ci sono delle realtà che non puoi far finta che non ci siano. Quindi ogni tanto Enrico lo dice come battuta, però discutiamo anche su queste scelte musicali. Io non mi vanterei così tanto di dire questa cosa.

Nella striscia serale, a volte troppo piena di polemiche e critiche sterili, ti dimostri sempre una persona equilibrata e tranquilla nelle risposte che dai; come fai a rimanere così calmo?

X Factor è un programma sì musicale, ma è la musica in televisione, quindi ci sono dei meccanismi televisivi, come il televoto, come l’imprevedibilità di trovarsi con Dorina e i Kymera al ballottaggio e quindi c’è questo meccanismo televisivo. E questo lo sapevamo. Nel momento in cui tu ti trovi davanti.. tu fai tutta una scelta musicale, una settimana di lavoro, poi in due secondi arriva uno che dice “No, per me fan schifo i Kymera” e tu ti devi difendere, devi controbattere queste cose. Poi discutere sul gusto musicale è una discussione sterile, perché alla fine se tu mi dici “Non mi piace” io dico “A me sì" ci sta perchè è soggettiva la preferenza. E’ brutto quando vogliono vedere delle cose a tutti i costi. Io di natura sono calmo e a eXtra-Factor comunque è inutile urlare, devi dire le tue cose, ti prendi i tuoi spazi e controbatti. Io fino ad ora ci sono sempre riuscito, non ho avuto problemi.

Hai accettato di fare il vocal coach per Enrico e sappiamo che vi lega un rapporto di amicizia oltre che lavorativo. Se te l’avesse chiesto un altro giudice, che magari conosci meno, avresti accettato lo stesso?

Ovviamente non avrei accettato se ci fosse stato Enrico in trasmissione come giudice. Forse la domanda potrebbe essere “Ma se l’anno prossimo te lo chiedessero ancora, ma comunque non c'è Enrico..?”.
Quest’esperienza mi piace molto e mi trovo molto a mio agio, anche con tutte le difficoltà che ci sono. Certo è che comunque devi avere un giudice con cui sei in sintonia, perché è molto importante seguire una direzione coi tuoi ragazzi. E se il vocal coach e il giudice non la pensano allo stesso modo, almeno sul mondo musicale (poi è vero che ognuno ha i suoi gusti) è molto difficle. La sintonia che c’è deve essere comunque la stessa per poter affrontare tutto. Se a me piacciono determinate cose e al giudice completamente altre, diventa difficile la gestione. Io lo farei se il giudice, che eventualmente mi dovesse chiamare, ha con me una sintonia reciproca.

Ti è mai capitato di assegnare un brano ad un gruppo convinto che il risultato fosse quello desiderato e invece durante le prove ti sei accorto che non era proprio quello giusto?

La scelta dei brani è un lavoro che va avanti da mesi e mesi. Però è chiaro che tu magari pensavi di poter dare determinati brani e poi i cantanti che hai non sono adatti per i brani scelti o i brani non sono adatti per i cantanti che hai. Devo dire che non mi è mai capitato, perché in tutte le esibizioni fino ad ora fatte (compresi gli Effetto Doppler e i Borghi Bros) non c’è stato mai qualcosa che ha deluso le nostre aspettative. Abbiamo sempre cercato di creare delle cose apposta, come “Polvere”, ed è bello anche questo: cercare di trovare delle canzoni che apparentemente sono lontane dai cantanti ma alle quali riesci a dare tutta una veste sua. Questa è abilità innanzitutto dei cantanti che fanno propri i pezzi, ma anche nostra.. mia, dell’arrangiamento.. per cercare di fare una cosa adeguata. Come per esempio stasera, col pezzo di Tiziano Ferro. Può capitare che magari pensi un arrangiamento, poi dopo, quando lo senti cantato, non ti soddisfa, allora lo cambi, corri ai ripari. Ma non arriviamo mai in puntata dicendo “Eh no, potevamo farne un’altra”, questo lo si fa in sede di prove. Magari hai un’idea, ad esempio come l’arrangiamento di Tiziano Ferro che io all’inizio volevo fare come l'originale, nel senso che è molto bello, poi provandola al pianoforte s’è creata una magia tale che abbiamo detto “Cosa c’entra la batteria, il basso..?” e abbiamo fatto una versione piano, archi ed orchestra, proprio magica per i Kymera.

Che cosa hai provato quando i Kymera hanno cantato magnificamente in puntata “Polvere”, canzone che voi suonate tutte le sere in concerto, anche se in versione rock?

Quello è stato il momento in cui innanzitutto mi sono arrivati i complimenti da mezzo mondo, amici, non amici, musicisti.. perché hanno apprezzato l’arrangiamento. E’ stato un bel lavoro di squadra dove Enrico ha messo la canzone, i Kymera l’hanno interpretata e io ho fatto l’arrangiamento per loro. Enrico non era neanche dell’idea di dare questo pezzo, perché giustamente non voleva diventasse una cosa autocelebrativa, per di più già alla terza puntata; io l’ho convinto a fare 'Polvere', avendo già in mente come poteva venire la versione per i Kymera. Poi dopo gliel’ho fatta sentire e questo ha convinto tutti, compreso Enrico. E’ stata una grande emozione perché il pezzo fa parte oramai del nostro DNA, i Kymera sono stati entusiasti che Enrico avesse assegnato loro un suo brano ed è stato tutto molto bello, soprattutto anche per i commenti che ci sono stati dopo.

Secondo te, chi una volta finito X-Factor, indipendentemente dalla vincita del programma, ha le carte giuste per diventare un vero cantante e perché?

Davide, se avrà i pezzi giusti; lui è talment non hanno mai fatto niente, m come uno che ne ha 40, nel senso buono, cioé è molto preciso, ha esperienza. L’importante è che sia seguito bene. E poi i Kymera, perché noi ci crediamo molto. Stiamo lavorando per loro, con loro per il dopo X Factor. Ci sono delle cose molto interessanti. Loro si meritano molto, perché sono un qualcosa che in Italia non c’è ed io ed Enrico abbiamo intenzione sicuramente di seguirli aldilà della trasmissione.

La squadra dei “gruppi vocali” è sempre stata quella più difficile e voi state facendo un lavoro eccezionale… pensi che se invece dei gruppi vocali, ci fossero state delle band sarebbe cambiato l’impatto sul pubblico?

Se creassero la categoria band è chiaro che si aprirebbe tutto un altro mondo. Anche durante i casting capivi che c’erano delle band dove magari cantavano in 2 e gli altri 2 facevano i cori, si univano ma non erano un gruppo vocale. Quello che esce dai Kymera, ma anche dagli Effetto Doppler e i Borghi Bros, sono 2-3 persone che cantano bene insieme. La cosa delle band sarebbe molto interessante, sicuramente in Italia ce ne sono talmente tante interessantissime dove magari non cantano tutti, ma non è scritto da nessuna parte che tutti dovrebbero farlo. Purtroppo il format di X-Factor non l’ho fatto io, quando me lo faranno fare metterò le band.

Al giorno d’oggi pensi che, di un artista, venga privilegiato il suo valore come cantante oppure il suo modo di apparire?

Sicuramente quello che arriva è un mix di tutte queste cose. Essere un cantante iper-bravo oggi non è la sola cosa indispensabile. E lo dimostrano anche alcuni tra i cantanti più famosi oggi in Italia: Vasco Rossi non è il miglior cantante che c’è, però è uno che riempie gli stadi. C’è molta gente che tecnicamente vale tanto ma non arriva al pubblico, quindi c’è il modo di essere, il modo di porsi, quello che tu sei veramente, le cose che hai da dire, quello che scrivi. C’è tutto un insieme di cose. E credo neanche dentro ad X Factor: Marco Mengoni ha una grandissima voce ma ha comunque una grandissima personalità. Noi abbiamo visto negli anni scorsi grandi voci passare totalmente inosservate e invece persone particolari come Giusy Ferreri piuttosto che Noemi che hanno sì grandi voci, ma sono particolari e hanno qualche cosa in più. La grande voce classica se è supportata da altre cose sicuramente conta ma conta tutto, un mix di cose… soprattutto i pezzi che sono fondamentali. Puoi essere bravo, figo quanto vuoi, ma se non hai i pezzi giusti non arrivi.

Mettiti nei panni di un ragazzo 20enne che vorrebbe fare della musica il suo lavoro: tu avresti mai partecipato ad un talent show del genere per farti conoscere ed apprezzare?

Ma adesso i talent sono l’unica che c’è per poter emergere ed è chiaro che un aspirante musicista voglia farlo, anche perchè tutti vedono che andando ad Amici o ad X Factor, nel giro di un mese, due mesi, ti conosce tutta l’Italia e hai la possibilità di far vedere che esisti, anche se questo non vuol dire far successo dopo.
Un tempo, anche quando ha iniziato Enrico, c’erano le case discografiche che ti aiutavano, che ti dicevano “dai, se al terzo o quarto album non ce la fai, vedremo”, oggi se sbagli il primo sei fuori, per la serie “permesso, scusami, avanti un altro”.
Quando avevo vent’anni io con la mia band, gli Sharks, abbiamo fatto la gavetta, suonavamo nei locali, facevamo pezzi nostri, poi li proponevi, abbiamo fatto i supportes a Vasco Rossi, per poi arrivare a Sanremo, ma ci sono stati dieci anni di gavetta per arrivare a Sanremo, adesso è tutto molto più “usa e getta” nel bene e nel male. Oggi è anche più facile registrare le cose dal punto di vista tecnico, chiunque può mettersi li con un pc e registrare. Però c’è tutto questo meccanismo velocissimo che se non vai bene in tre secondi, via, avanti un altro.

Cos'è l' X-Factor?

Non lo so esattamente cos’è nella musica; già avere la passione che ti porta a mettere la musica al centro della tua vita, che non è una cosa che decidi tu, decide Lei, è una sorta di luce che vedi e questo lo capisci da quando sei bambino. Io ho iniziato a suonare a cinque, nella mia famiglia non ci sono stati musicisti, non mi ha instradato nessuno, nessuno mi ha messo in mano una chitarra o un pianoforte e mi ha detto “suona”, è una cosa che io ho ed è innata. Non so se questo sia l’X-Factor, ma è comunque un buon punto di partenza, per poi eventualmente trovare l’X-Factor, c’è chi ce l’ha nello scrivere i testi o per stare su un palco, sono tante componenti, è un insieme di caratteristiche vincenti e quante più ne hai e tanto più arrivi al pubblico, ma non si sa neanche perché uno arriva.
Quindi non saprei dirtelo, anche se….te l’ho detto!

Pensi che i Kymera abbiamo l’X-Factor?

Sicuramente si! Perché comunque hanno tutte queste caratteristiche che ti ho detto perché loro hanno la musica nel sangue, la musicalità, il teatro, loro si disegnano i costumi, sono molto artisti e vedo anche l’approccio che hanno, io ci sto lavorando da due mesi, tutti i giorni e ogni volta che ho una proposta loro sono sempre pronti a provarla e cercare di farla loro, poi io non sopporto robe tipo “no, questo pezzo no, non mi rappresenta”, “non lo voglio”, e questa è una conseguenza dettata da quello che dicevamo prima, da questo usa e getta e tutti vogliono apparire, i Kymera non sono assolutamente così, quindi secondo me loro hanno grosse potenzialità, c’è molta sintonia tra noi, sia umana che professionale, spero che questa porti loro e noi, lontano, loro meritano sicuramente poi non so, non abbiamo la palla di cristallo, ma ce la stiamo mettendo tutta!

Grazie a Fabrizio!!!!

intervista by Valentina (con il supporto tecnico di Sonia) in esclusiva per la webzine

 





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