intervista a Fabrizio Palermo

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Intervista a Fabrizio Palermo

Che cos'è l'X-factor?


Era da tempo che avevamo in mente di fare quattro chiacchiere con Fabrizio Palermo, per farci raccontare qualcosa riguardo la sua nuova esperienza a fianco di Enrico, non come bassista ma come vocal coach....così la nostra inviata speciale Valentina è andata negli studi Rai di X-Factor (martedì 19 ottobre 2010) e ha realizzato questa interessante intervista.…

Molti fan pensavano che Enrico scegliesse come vocal coach Luigi Schiavone, ti ha sorpreso essere scelto? Ti sei sentito troppo responsabilizzato?

Mi ha fatto enormemente piacere che Enrico mi abbia scelto, probabilmente ha visto in me delle caratteristiche che erano più idonee per questa avventura, sicuramente il fatto di saper suonare diversi strumenti e di avere una maggior esperienza con le cover, anche se questo bisognerebbe chiederlo ad Enrico stesso. Sicuramente mi ha gratificato tantissimo, mi ha fatto molto piacere e sono felicissimo che lui me l’abbia chiesto.

Non mi sono sentito troppo responsabilizzato, assolutamente, è una cosa che ho fatto e che sto facendo, sapendo di poterla fare, poi sui risultati non so, però se mi avessero chiamato per fare una cosa che non sarei stato in grado di fare non avrei accettato, ma probabilmente Enrico non me l’avrebbe mai chiesta.

C’è un qualcosa che ti aspettavi da quest’ avventura che non c’è stato e un qualcosa che non ti aspettavi ma che invece ti ha gratificato?

Io sto ricevendo tantissime gratificazioni e soddisfazioni, sia dal punto di vista umano che professionale. Ho sempre seguito X-Factor, lo vedevo da casa, sapevo che cosa mi aspettava, però quando sei dentro ci sono molti aspetti di questi lavoro che non immaginavi fossero così importanti: il fattore umano conta veramente tanto, non è solo un fatto professionale e poi la preparazione e il lato tecnico deve essere molto elevato, nel senso che qui ti trovi in ultra serie A, in Champions League, tutti lavorano benissimo, c’è Luca Tomassini per le coreografie che ha lavorato con Michael Jackson, con Madonna, con i grandi; qui tutto è ai massimi livelli e devo dire che mi trovo benissimo, che lo rifarei da qui ad altri dieci anni

Tu ed Enrico siete sempre d'accordo in merito alle assegnazioni dei brani o qualche volta vi capita di avere opinioni/idee diverse?

No, io ed Enrico, al di la che ci conosciamo da più Valentina con Fabriziodi vent’anni, e si discute, non solo per quanto riguarda X-Factor, ma anche quando dobbiamo scegliere quali pezzi mettere in scaletta, per il tour, per fare una cosa, per come fare il finale di un pezzo, un intro, ma il confrontarsi fa parte del lavoro e anche qui discutiamo, ma la cosa bella è che abbiamo lo stesso background musicale e quindi cose assurde non arriverebbero ne da me ne da lui; io lo conosco talmente bene e lui conosce talmente bene me che ci troviamo. Ecco diciamo tra i due, io sono quello che tende a dare delle canzoni più “commerciali”, mentre lui tenderebbe a dare delle cose anni ’70 e ogni tanto io gli propongo con tatto cose che magari Enrico dice “no, non la conosco” e poi “ah è quella li, bella!” quindi c’è un lavoro anche di convincimento di pezzi che lui non conosce e che avrebbe a priori scartato, però discutiamo nel senso buono, ci confrontiamo.

Quali sono i 3 ragazzi, uno per ogni squadra (esclusi i gruppi vocali), con cui avresti voluto intraprendere questo percorso?

Davide sicuramente perché è un ragazzo di diciasette anni e canta con sicurezza, è molto bravo, e poi sono sicuro, anzi sono certo, che è molto vicino ai nostri gusti musicali e quindi con lui ci saremmo veramente divertiti a dargli pezzi belli, che lui avrebbe sentito, non che i brani che gli stanno dando siano sbagliati, ma diversi, sicuramente avremmo avuto una lista di brani da proporgli; sicuramente arriverà fino alla fine se non sarà anche il vincitore. Per certi versi al femminile vale più o meno la stessa cosa con Dorina.
Per la squadra di Elio sono combattuto, con Nevruz, probabilmente avremo potuto fare delle cose, non l’avremmo indirizzato verso quella parte, e ci saremmo aspettati che Elio gli avrebbe fatto fare certe cose, ad esempio non avremmo mai fatto “Noi ragazzi di oggi” per distruggerla, noi avremmo preso una strada più “seria” e probabilmente avremmo potuto dare anche a lui un sacco di pezzi però anche Nathalie è molto brava, però avendo detto Dorina, scelgo Nevruz, che è molto particolare, anche se dipende da come viene gestito; ad esempio Cassandra, se tu la porti nella direzione “comica” fa una cosa, se la porti nell’altra direzione potrebbe fare delle altre cose. Nevruz quando fa le sue versioni, per esempio quella dei Baustelle, a me piace molto e non era assolutamente una cosa comica, non lo so, bisognerebbe lavorarci insieme e capire un po’.

Cosa avete sbagliato, se avete sbagliato, con i Borghi Bros e gli Effetto Doppler?

Ma non è che abbiamo sbagliato, questo fa parte del gioco, a me dispiace molto che siano usciti ovviamente, perché avevamo un bel percorso da fare. Con gli Effetto Doppler penso di non aver sbagliato nulla, gli abbiamo dato i pezzi giusti, secondo me, pezzi dei quali loro erano entusiasti e contenti. Con i Borghi Bros abbiamo ivece avuto un po’ dei conflitti, anche sulle scelte, ma il nostro obiettivo era quello di non farli sembrare solamente due bei ragazzi che cantano qualsiasi cosa. Abbiamo scelto Bertoli all’inizio, poi ' Piazza Grande' con in mezzo 'Pretty Woman', e abbiamo visto che era la volta che aveva funzionato meno delle tre, però loro erano comunque convinti di questa cosa. Probabilmente il fatto di aver detto prima a parole, che erano dei ragazzi carini e che non volevamo "sfruttare" questa cosa, forse ha messo tutti in allarme; con il senno poi, se non avessimo detto nulla la gente forse non se ne sarebbe accorta: che Davide è carino se ne accorgono tutti ma nessuno l’ha detto. Quindi forse l’unica errore è aver messo le mani avanti dicendo “attenzione questi qui sono belli ma cantano anche bene” quando invece potevamo far fare i pezzi senza dire niente. Forse l’unica cosa che possiamo recriminarci è questa.

In che rapporto sei rimasto con i Borghi Bros e gli Effetto Doppler? Ti piacerebbe collaborare con loro in futuro?

Sarebbe stupendo! Gli Effetto Doppler hanno manifestato apertamente la volontà di voler collaborare con me, quindi io sto aspettando dei loro pezzi, stiamo vedendo di poter fargli fare dei concerti, mi piacerebbe non abbandonarli. Devo dire che c’è stata questa volontà espressa più dagli Effetto Doppler che dai Borghi Bros, probabilmente perché i Borghi hanno già una band, un’attività avviata, hanno già dei loro pezzi, hanno già fatto il singolo, quindi hanno proseguito e proseguiranno per quella strada. Mentre gli Effetto Doppler sono nuovi, non hanno mai fatto serate, non hanno fatto quello che hanno fatto i Borghi e a me piacerebbe molto seguirli, non perché non hanno mai fatto niente, ma perché potevano fare ancora molto, stavamo crescendo e purtroppo il cammino si è fermato qui, ma si è fermato qui solo per X-Factor.

Due fra i veri talenti di questa edizione di X Factor sono Dorina e i Kymera. Da telespettatore ti chiedo: perché avresti fatto rimanere l'una e perché avresti fatto rimanere gli altri durante l'ultimo (ingiusto) ballottaggio?

Allora premesso che loro non dovevano trovarsi in quel ballottaggio, che è stato una cosa inspiegabile, per tutti e due;è uscita Dorina ed è stata una cosa allucinante ma se fossero usciti i Kymera sarebbe stato uguale. I Kymera sono una cosa, una novità, sono intanto due grandi cantanti, due persone eccezionali e stanno proponendo un qualcosa che in Italia non c’è, può piacere o non piacere, sui gusti non entriamo, però sono una cosa che non si è vista ne sentita in Italia. Quindi il fatto di mandare avanti una cosa così ti da la possibilità di uscire perchè quello che conta è il dopo X-Factor ed è palese che uno più va avanti e più ha la possibilità di far vedere quello che sa fare; anche Dorina è molto brava anche lei; sinceramente non ti so dire chi avrei scelto da telespettatore, probabilmente i Kymera, o Dorina che è anche più vicina musicalmente, essendo rock, però da casa avrei salvato anch’io i Kymera perchè sono una novità e mi incuriosisce vedere puntata dopo puntata cosa fanno, perché anche se fanno cose sempre diverse, sono sempre con il marchio Kymera e la cosa importante è questa, come del resto anche Davide o come facevano anche i Bastard Sons of Dioniso.

Una volta finita quest’avventura di X-Factor, cosa pensi ti mancherà di più e cosa invece non ti mancherà per niente?

Mi mancherà tutta l’avventura in generale perché è bello sapere che ogni giorno tu comunque sei qua anche solo per un’ora. Io da quando ho iniziato X Factor tutti i giorni sono qua negli studi. Mancherà questa sorta di lavoro continuo; ad esempio questa sera c’è la puntata, ma noi stiamo già pensando alla puntata prossima; come finisce questa puntata domani siamo già in pista di nuovo. E questo è bello perché comunque vedi crescere qualcosa e se i tuoi cantanti rimangono dentro vuol dire che parte del merito è anche nostro, mio e di Enrico. Se proprio dobbiamo trovare una cosa negativa è quando ti dicono degli orari e poi non vengono mai rispettati; magari devi provare dalle 17 alle 18 e le 17 diventano le 8 di sera. Questo perché ovviamente ci sono tante cose da fare. Può capitare che ti chiedano anche di venire un’ora prima di ciò che ti hanno detto, ma questo fa parte del nostro lavoro. Oramai sono 25 anni che lo facciamo.

C’è più tensione prima di una puntata di X-Factor o prima del concerto di chiusura del tour a Milano?

Prima di un concerto di chiusura del tour a Milano non c'è tensione. Lavorando con Enrico,a fine tour stiamo già pensando alla prossima, quindi non la vedo come “la chiusura”, “chissà poi se ci rivedremo”, “chissà che cosa faremo dopo”.. assolutamente no, perché siamo sempre noi che suoniamo e si tratta solo di aspettare qualcosa di nuovo. Magari quando finisci un tour con un artista e poi non sai se l’anno dopo verrai ancora riconfermato, allora in quel caso vedi veramente la parola -FINE- e poi chissà. Ma con Enrico non succede questo.
Prima di una puntata la tensione, se di tensione di può parlare, è quella dovuta alla paura che i tuoi cantanti vadano in ballottaggio. Ad esempio la puntata scosrsa, in cui i Kymera sono andati in nomination, ero tranquillissimo. Eravamo sicuri che non sarebbe successo. E quindi è una cosa proprio imprevedibile: non riesci a capire quali sono i meccanismi con i quali la gente vota, che cosa arriva a casa. Tu sei sicuro di aver fatto un ottimo lavoro sempre. Poi è chiaro, fa parte del gioco, qualcuno ci deve andare, però secondo noi c’è un qualcuno (più di uno) che se non andrà al ballottaggio oggi ci andrà la volta successiva. Ma piano piano bisognerà arrivare lì. E’ stato dimostrato che non è sempre così, infatti tra Dorina e i Kymera, Dorina è a casa e rischiavano di andare a casa i Kymera. La tensione che c’è è solo quella dovuta al rischio ballottaggio-eliminazione. E’ data dall’imprevedibilità del programma e del meccanismo. Solo quello, perché noi siamo stra- tranquilli di quello che facciamo durante la settimana.

 


 

Che rapporto hai con gli altri vocal coach, soprattutto con Tafuri, visto che avete suonato insieme nei tour di Enrico degli anni ’90 ?

Ci stimiamo tutti e quattro. Gli altri tre sono tutti grandi professionisti sia Pennino che Rossana Casale che Tafuri. Con quest’ultimo ci conoscevamo meglio. Abbiamo condiviso palco e camera da letto per anni. Ma siamo comunque tutti in ottima sintonia: ci parliamo, ci confrontiamo. C’è una giusta e sana competizione, ma c’è innanzitutto una stima reciproca tra tutti noi. E’ chiaro che ognuno è qui per fare il suo, per farlo al meglio, per portare avanti i propri, ma lo si fa senza colpi bassi.. così alla luce del sole.

Enrico dice che non compra dischi dal 1981, non reputi possa essere un handicap per gestire giovani cantanti, nel senso di non riuscire a capirsi?

Eh.. infatti il mio ruolo è anche questo: fargli capire che comunque dall’1981 al 2010 ci sono 30 anni e in questi 30 anni qualcosa di carino c’è stato. Il confronto che abbiamo fra noi è quello lì. Lui lo dice come battuta e in parte è anche vero, però secondo me non è una cosa di cui vantarsi. Un conto è dire “preferisco la musica anni 70, piuttosto che la musica anni 80” eccetera. Cè sempre qualcosa che non piace. Ma mettere un paraocchi su tutto quello che è uscito dall’80 in poi no. Anch’io sono appassionato di musica anni 60, 70, la musica anni 50 del rock’n’roll… però siamo nel 2010 e sono uscite tante cose non buone, ma anche tante cose buone. Ci sono delle realtà che non puoi far finta che non ci siano. Quindi ogni tanto Enrico lo dice come battuta, però discutiamo anche su queste scelte musicali. Io non mi vanterei così tanto di dire questa cosa.

Nella striscia serale, a volte troppo piena di polemiche e critiche sterili, ti dimostri sempre una persona equilibrata e tranquilla nelle risposte che dai; come fai a rimanere così calmo?

X Factor è un programma sì musicale, ma è la musica in televisione, quindi ci sono dei meccanismi televisivi, come il televoto, come l’imprevedibilità di trovarsi con Dorina e i Kymera al ballottaggio e quindi c’è questo meccanismo televisivo. E questo lo sapevamo. Nel momento in cui tu ti trovi davanti.. tu fai tutta una scelta musicale, una settimana di lavoro, poi in due secondi arriva uno che dice “No, per me fan schifo i Kymera” e tu ti devi difendere, devi controbattere queste cose. Poi discutere sul gusto musicale è una discussione sterile, perché alla fine se tu mi dici “Non mi piace” io dico “A me sì" ci sta perchè è soggettiva la preferenza. E’ brutto quando vogliono vedere delle cose a tutti i costi. Io di natura sono calmo e a eXtra-Factor comunque è inutile urlare, devi dire le tue cose, ti prendi i tuoi spazi e controbatti. Io fino ad ora ci sono sempre riuscito, non ho avuto problemi.

Hai accettato di fare il vocal coach per Enrico e sappiamo che vi lega un rapporto di amicizia oltre che lavorativo. Se te l’avesse chiesto un altro giudice, che magari conosci meno, avresti accettato lo stesso?

Ovviamente non avrei accettato se ci fosse stato Enrico in trasmissione come giudice. Forse la domanda potrebbe essere “Ma se l’anno prossimo te lo chiedessero ancora, ma comunque non c'è Enrico..?”.
Quest’esperienza mi piace molto e mi trovo molto a mio agio, anche con tutte le difficoltà che ci sono. Certo è che comunque devi avere un giudice con cui sei in sintonia, perché è molto importante seguire una direzione coi tuoi ragazzi. E se il vocal coach e il giudice non la pensano allo stesso modo, almeno sul mondo musicale (poi è vero che ognuno ha i suoi gusti) è molto difficle. La sintonia che c’è deve essere comunque la stessa per poter affrontare tutto. Se a me piacciono determinate cose e al giudice completamente altre, diventa difficile la gestione. Io lo farei se il giudice, che eventualmente mi dovesse chiamare, ha con me una sintonia reciproca.

Ti è mai capitato di assegnare un brano ad un gruppo convinto che il risultato fosse quello desiderato e invece durante le prove ti sei accorto che non era proprio quello giusto?

La scelta dei brani è un lavoro che va avanti da mesi e mesi. Però è chiaro che tu magari pensavi di poter dare determinati brani e poi i cantanti che hai non sono adatti per i brani scelti o i brani non sono adatti per i cantanti che hai. Devo dire che non mi è mai capitato, perché in tutte le esibizioni fino ad ora fatte (compresi gli Effetto Doppler e i Borghi Bros) non c’è stato mai qualcosa che ha deluso le nostre aspettative. Abbiamo sempre cercato di creare delle cose apposta, come “Polvere”, ed è bello anche questo: cercare di trovare delle canzoni che apparentemente sono lontane dai cantanti ma alle quali riesci a dare tutta una veste sua. Questa è abilità innanzitutto dei cantanti che fanno propri i pezzi, ma anche nostra.. mia, dell’arrangiamento.. per cercare di fare una cosa adeguata. Come per esempio stasera, col pezzo di Tiziano Ferro. Può capitare che magari pensi un arrangiamento, poi dopo, quando lo senti cantato, non ti soddisfa, allora lo cambi, corri ai ripari. Ma non arriviamo mai in puntata dicendo “Eh no, potevamo farne un’altra”, questo lo si fa in sede di prove. Magari hai un’idea, ad esempio come l’arrangiamento di Tiziano Ferro che io all’inizio volevo fare come l'originale, nel senso che è molto bello, poi provandola al pianoforte s’è creata una magia tale che abbiamo detto “Cosa c’entra la batteria, il basso..?” e abbiamo fatto una versione piano, archi ed orchestra, proprio magica per i Kymera.

Che cosa hai provato quando i Kymera hanno cantato magnificamente in puntata “Polvere”, canzone che voi suonate tutte le sere in concerto, anche se in versione rock?

Quello è stato il momento in cui innanzitutto mi sono arrivati i complimenti da mezzo mondo, amici, non amici, musicisti.. perché hanno apprezzato l’arrangiamento. E’ stato un bel lavoro di squadra dove Enrico ha messo la canzone, i Kymera l’hanno interpretata e io ho fatto l’arrangiamento per loro. Enrico non era neanche dell’idea di dare questo pezzo, perché giustamente non voleva diventasse una cosa autocelebrativa, per di più già alla terza puntata; io l’ho convinto a fare 'Polvere', avendo già in mente come poteva venire la versione per i Kymera. Poi dopo gliel’ho fatta sentire e questo ha convinto tutti, compreso Enrico. E’ stata una grande emozione perché il pezzo fa parte oramai del nostro DNA, i Kymera sono stati entusiasti che Enrico avesse assegnato loro un suo brano ed è stato tutto molto bello, soprattutto anche per i commenti che ci sono stati dopo.

Secondo te, chi una volta finito X-Factor, indipendentemente dalla vincita del programma, ha le carte giuste per diventare un vero cantante e perché?

Davide, se avrà i pezzi giusti; lui è talment non hanno mai fatto niente, m come uno che ne ha 40, nel senso buono, cioé è molto preciso, ha esperienza. L’importante è che sia seguito bene. E poi i Kymera, perché noi ci crediamo molto. Stiamo lavorando per loro, con loro per il dopo X Factor. Ci sono delle cose molto interessanti. Loro si meritano molto, perché sono un qualcosa che in Italia non c’è ed io ed Enrico abbiamo intenzione sicuramente di seguirli aldilà della trasmissione.

La squadra dei “gruppi vocali” è sempre stata quella più difficile e voi state facendo un lavoro eccezionale… pensi che se invece dei gruppi vocali, ci fossero state delle band sarebbe cambiato l’impatto sul pubblico?

Se creassero la categoria band è chiaro che si aprirebbe tutto un altro mondo. Anche durante i casting capivi che c’erano delle band dove magari cantavano in 2 e gli altri 2 facevano i cori, si univano ma non erano un gruppo vocale. Quello che esce dai Kymera, ma anche dagli Effetto Doppler e i Borghi Bros, sono 2-3 persone che cantano bene insieme. La cosa delle band sarebbe molto interessante, sicuramente in Italia ce ne sono talmente tante interessantissime dove magari non cantano tutti, ma non è scritto da nessuna parte che tutti dovrebbero farlo. Purtroppo il format di X-Factor non l’ho fatto io, quando me lo faranno fare metterò le band.

Al giorno d’oggi pensi che, di un artista, venga privilegiato il suo valore come cantante oppure il suo modo di apparire?

Sicuramente quello che arriva è un mix di tutte queste cose. Essere un cantante iper-bravo oggi non è la sola cosa indispensabile. E lo dimostrano anche alcuni tra i cantanti più famosi oggi in Italia: Vasco Rossi non è il miglior cantante che c’è, però è uno che riempie gli stadi. C’è molta gente che tecnicamente vale tanto ma non arriva al pubblico, quindi c’è il modo di essere, il modo di porsi, quello che tu sei veramente, le cose che hai da dire, quello che scrivi. C’è tutto un insieme di cose. E credo neanche dentro ad X Factor: Marco Mengoni ha una grandissima voce ma ha comunque una grandissima personalità. Noi abbiamo visto negli anni scorsi grandi voci passare totalmente inosservate e invece persone particolari come Giusy Ferreri piuttosto che Noemi che hanno sì grandi voci, ma sono particolari e hanno qualche cosa in più. La grande voce classica se è supportata da altre cose sicuramente conta ma conta tutto, un mix di cose… soprattutto i pezzi che sono fondamentali. Puoi essere bravo, figo quanto vuoi, ma se non hai i pezzi giusti non arrivi.

Mettiti nei panni di un ragazzo 20enne che vorrebbe fare della musica il suo lavoro: tu avresti mai partecipato ad un talent show del genere per farti conoscere ed apprezzare?

Ma adesso i talent sono l’unica che c’è per poter emergere ed è chiaro che un aspirante musicista voglia farlo, anche perchè tutti vedono che andando ad Amici o ad X Factor, nel giro di un mese, due mesi, ti conosce tutta l’Italia e hai la possibilità di far vedere che esisti, anche se questo non vuol dire far successo dopo.
Un tempo, anche quando ha iniziato Enrico, c’erano le case discografiche che ti aiutavano, che ti dicevano “dai, se al terzo o quarto album non ce la fai, vedremo”, oggi se sbagli il primo sei fuori, per la serie “permesso, scusami, avanti un altro”.
Quando avevo vent’anni io con la mia band, gli Sharks, abbiamo fatto la gavetta, suonavamo nei locali, facevamo pezzi nostri, poi li proponevi, abbiamo fatto i supportes a Vasco Rossi, per poi arrivare a Sanremo, ma ci sono stati dieci anni di gavetta per arrivare a Sanremo, adesso è tutto molto più “usa e getta” nel bene e nel male. Oggi è anche più facile registrare le cose dal punto di vista tecnico, chiunque può mettersi li con un pc e registrare. Però c’è tutto questo meccanismo velocissimo che se non vai bene in tre secondi, via, avanti un altro.

Cos'è l' X-Factor?

Non lo so esattamente cos’è nella musica; già avere la passione che ti porta a mettere la musica al centro della tua vita, che non è una cosa che decidi tu, decide Lei, è una sorta di luce che vedi e questo lo capisci da quando sei bambino. Io ho iniziato a suonare a cinque, nella mia famiglia non ci sono stati musicisti, non mi ha instradato nessuno, nessuno mi ha messo in mano una chitarra o un pianoforte e mi ha detto “suona”, è una cosa che io ho ed è innata. Non so se questo sia l’X-Factor, ma è comunque un buon punto di partenza, per poi eventualmente trovare l’X-Factor, c’è chi ce l’ha nello scrivere i testi o per stare su un palco, sono tante componenti, è un insieme di caratteristiche vincenti e quante più ne hai e tanto più arrivi al pubblico, ma non si sa neanche perché uno arriva.
Quindi non saprei dirtelo, anche se….te l’ho detto!

Pensi che i Kymera abbiamo l’X-Factor?

Sicuramente si! Perché comunque hanno tutte queste caratteristiche che ti ho detto perché loro hanno la musica nel sangue, la musicalità, il teatro, loro si disegnano i costumi, sono molto artisti e vedo anche l’approccio che hanno, io ci sto lavorando da due mesi, tutti i giorni e ogni volta che ho una proposta loro sono sempre pronti a provarla e cercare di farla loro, poi io non sopporto robe tipo “no, questo pezzo no, non mi rappresenta”, “non lo voglio”, e questa è una conseguenza dettata da quello che dicevamo prima, da questo usa e getta e tutti vogliono apparire, i Kymera non sono assolutamente così, quindi secondo me loro hanno grosse potenzialità, c’è molta sintonia tra noi, sia umana che professionale, spero che questa porti loro e noi, lontano, loro meritano sicuramente poi non so, non abbiamo la palla di cristallo, ma ce la stiamo mettendo tutta!

Grazie a Fabrizio!!!!

intervista by Valentina (con il supporto tecnico di Sonia) in esclusiva per la webzine

 



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