Intervista Roberto Turatti

Intervista a Roberto Turatti

 

RICORDANDO I DECIBEL

Incontro Roberto Turatti, batterista dei primi Decibel e famosissimo produttore dance, nel suo studio in centro a Milano dove sta producendo un pezzo dance (‘con sonorità anni 80’ - mi dice mentre sentiamo il cantato- ‘sai io sono legato a certe sonorità…sono testardo’). Devo dire che oltre che gentilissimo si è dimostrato molto simpatico e molto affezionato ai Decibel e a quel periodo.

Roberto..come iniziamo?

Ciao Enrico, sai che le cose che dico sono vere, ma avendo 51 anni sono un po' rinco e se non mi ricordo qualcosa ... sistemale tu che sei bravo...

Allora raccontaci un po’ com’è nata la collaborazione con Enrico e la nascita dei Decibel…

Beh io ero nel gruppo con Pino Mancini ed Enrico Longhin, eravamo in tre e facevamo rock abbastanza pesante ed avevamo l'esigenza di avere un cantante; abbiamo così messo l'annuncio 'CERCASI CANTANTE' da "New Kary" (negozio di dischi a Milano) e dopo un po' si presenta Enrico...esteticamente niente di eccezionale (risata ndr), ma sembrava uno che sapeva il fatto suo, sapeva dove voleva arrivare..e venne con Silvio Capeccia e così cominciammo a suonare in cinque.
Facevamo però un genere che non era proprio nelle corde di Pino e ‘Longa’ (Longhin); a me poteva anche andare bene, perché Giantle Giants e Genesis mi piacevano, ed anche Enrico era verso un genere più duro (Lou Reed, Ramones, Sex pistols). Suonavamo delle canzoni … ma non erano il nostro ideale, così non ricordo bene come...siamo riusciti a convincere Enrico a separarsi da Capeccia ed avendo, anche lo stesso Silvio, altre cose da fare (studio etc.) siamo così rimasti in quattro.
Dai Trifoglio (io, Longhin e Mancini) con l'aggiunta di Enrico siamo diventati Decibel, abbiamo scelto un nome più duro con un simbolo fallico (logo dei Decibel)
C'è stato poi il famoso 'concerto fantasma’ alla 'Piccola Broadway'.. noi il concerto l'avremmo fatto, ci eravamo preparati con cover dei Ramones e altro...abbiamo attaccato centinaia di manifesti per il centro di Milano, ce li staccavano e noi li riattaccavamo; il concerto sarebbe stato di successo perché erano arrivati un migliaio di punk, ma il problema era che erano arrivati anche un 3000-4000 autonomi dal Leoncavallo; mio fratello ci aveva avvisati delle loro intenzioni … così non abbiamo nemmeno portato gli strumenti e ci siamo limitati ad osservare, dalla finestra a casa di un amico, cosa succedeva ed è stato un gran casino!. Il giorno dopo tutti i giornali ne parlarono e tutti iniziarono a chiedersi chi erano questi Decibel.

..e da qui è iniziato il progetto del primo disco…

Si, noi facevamo solo cover, ma quando ci hanno convocati in casa discografica ci hanno detto che non potevamo fare un disco di cover, così chiusi in cantina x 7 giorni abbiamo scritto alcuni pezzi (in inglese), che poi ci hanno fatto rifare in italiano perché, essendo un gruppo punk italiano (i primi insieme ai Judas, anche loro alla Spaghetti), dovevamo cantare (giustamente) in Italiano. Mi ricordo che, non avendo mai studiato batteria, x registrare le ritmiche dell’album ci misi 2 giorni … mentre a finire tutto il resto (chitarre, voce, mix) solo 3 giorni !
Non mi trovavo con la cuffia e con il click tendevo sempre ad accelerare! , Durante le prove un concerto durava un ora e mezza circa , live suonavamo non + di un ora e un quarto … avevo fretta di finire .

Dopo il disco avete fatto promozione? Concerti?

Abbiamo fatto la promozione a spese nostre. Registrammo anche dei video di tutte le canzoni del disco. Noi facevamo da supporter a un pò dei gruppi punk che vennero a suonare all’epoca in Italia (tutti si ricordano del concerto di Adam Ants a Milano); è stata un esperienza bellissima. Noi in pratica suonavamo gratis, ci davano 10.000 lire come rimborso spese, con cui ci pagavamo a malapena la benzina. Quando abbiamo suonato a Venezia supporter dei MECO (??) ci abbiamo rimesso (ricordo che solo il taxi ci era costato 20.000 lire). Eravamo incazzati al punto che ci portammo via i piatti della Ns. batteria (che loro usavano !), ma ...tanto suonavano in playback. Mi ricordo a Nocera Umbra effetti speciali !! ...in pratica io avevo le 'stelline' attaccate alle bacchette della batteria...Enrico doveva tirare dei fili per far scoppiare dei petardi x … ‘l'effetto bomba’...c'erano quattro persone a vederci ed io come un pirla bruciai le pelli dei tom suonando con queste 'stelline' accese attaccate alle barchette...abbiamo fatto di quelle cose assurde, però ci siamo divertiti. Siamo rimasti 26 settimane in classifica con l'ellepi che penso abbia venduto circa 3000 copie.

Ricordo che su alcune fanzine dell’epoca venivate accusati di essere del punk ‘costruiti’ e non genuini…

In un certo qual modo non è sbagliata come 'accusa' , noi ci siamo definiti così perché seguivamo un certo genere musicale e ci ispiravamo a gruppi punk; un po com’ è adesso il discorso hip-hop rap in Italia che non ha i Decibel 1978niente a che vedere con quello americano (realtà e culture diverse).... Noi avevamo un’altra realtà rispetto ai Sex Pistols in Inghilterra; allora i punk erano considerati di destra mentre oggi sono di sinistra… noi come Trifoglio, ad esempio, suonavamo sempre nei concerti organizzati dai movimenti di sinistra, Avremmo dovuto anche suonare al Festival di Re Nudo (fanzine alternativa degli anni 70 – ndr) fra la PFM e gli AREA, ma sul + bello sono salite le femministe sul palco, urlando 'il palco è mio e me lo gestisco io' e ci hanno bloccato tutto. Nel momento in cui da Trifoglio siamo diventati Decibel...da sinistra siamo stati considerati di destra … mah!
I nostri erano testi di rottura, anche 'Col dito...col dito' non era di destra ma era contro un certo atteggiamento che le femministe avevano assunto e …quando il 7 marzo la cantammo live a Telemontecarlo (un programma molto seguito condotto da Jochelyn e Sophie) ricordo lo slogan ‘morte ai Decibel’ che le femministe urlarono il giorno dopo durante la manifestazione!...eravamo giovani ed incoscienti … per noi era una cosa divertente...

Hai qualche aneddoto di quel periodo?


Beh….avevamo comprato l'impianto Lombardi per suonare e costava 4 milioni di lire che non avevamo, così abbiamo chiesto in prestito i soldi; a 30-40 nostri amici abbiamo chiesto a chi 100 a chi 50 mila lire e ce li hanno prestati; poi dovevamo restituirli, così ho convinto il signor Enrico Ruggeri, studente per scelta!, a venire a lavorare in un negozio di Jeans in via Torino insieme a me, per poter tirare su i soldi per pagare il debito. Ha resistito un mese, il lavoro era pesantissimo, scaricavamo scatoloni e scatoloni; noi la sera andavamo a suonare ed il mattino dopo eravamo stanchi, così Enrico una volta si è addormentato. Si beccava sempre con il padrone e dopo un mese ha mollato.
Ricordo poi che volevamo andare al festival di Sanremo a fare i trasgressivi, con l'idea che Enrico indossasse dei pantaloni con un patello e ad un certo punto si sarebbe girato mostrando il culo. L’avremmo anche fatto … ma non ci hanno voluto.
Poi mi viene in mente la cantina, dove facevamo le prove, in via Eustachi 45; mettevamo il mixer al piano di sopra,a casa mia con i cavi che scendevano sotto, per registrare le cassette con un suono migliore...e non venivano male. Anche Luigi (Schiavone) veniva a sentirci e a suonare in cantina.

Come è finita la storia dei Decibel?

Ci eravamo dati la scadenza di un anno per vedere se funzionavano le cose. Dopo un anno (di debiti …) mio padre mi consigliò di andare a lavorare alla Provincia di Milano. Uscito dai Decibel mi sono avvicinato alle discoteche (fin lì odiate!) . Non essendo un fotomodello, né un ballerino avevo delle difficoltà a rimorchiare, così mi sono inventato light-jocker all’ American Disaster di Milano; essendo un batterista un giorno ho provato a mixare e... così ho iniziato a fare il DJ; poi con Miki (Chieregato) le prime produzioni dance tra cui Den Harrow.

Ecco raccontaci il ‘progetto Den Harrow’ che vede coinvolto Enrico stesso…

Avevo scritto una melodia ('To meet me') ma ci voleva un testo; conoscendo Enrico, sapevo che scriveva molto bene anche in inglese; l'ho contattato e gli ho dato il pezzo per metterci il testo. Poi sono andato da Luigi (Schiavone) ...mi ricordo che a casa sua, quella dei suoi genitori, ci siamo messi con la tastiera in terra ed è nato il giro di tastiera (infatti sulla copertina del disco c'è scritto 'winner by Luigi Schiavone'). Con Enrico il rapporto era sempre rimasto ottimo anche dopo i Decibel e per questo ho pensato subito a lui per il testo. Ricordo che ero in macchina con Miki (Chieregato) ed abbiamo pensato al nome del progetto, Io scrissi Denaro sul vetro e Miki lo inglesizzò ...ne parlammo anche con Enrico.....volevamo dare la possibilità alla gente di comprare i soldi (Den Harrow = denaro) da lì anche il fatto che la copertina fosse verde. E' nato per gioco e solo dopo, visto il successo, diventò x noi una professione.
Qualche anno fa ebbi un problema con Den … gli avevano detto che io avevo messo in giro certe voci. La cosa non era vera, ma lui ha cancellato nella sua biografia i nomi mio e di Miki (cosa assurda visto che in tutti i suoi dischi compaiamo come produttori, arrangiatori e autori)
Dovette così inventarsi qualcuno come produttore ed ha usato il nome di Enrico, il nome più importante che potesse fare e così da lì è nata la storia E.Ruggeri uguale produttore di Den Harrow. Enrico ha ovviamente sorvolato sulla cosa...
Sono molto contento che Enrico abbia partecipato al progetto Den Harrow diventato, poi , uno dei simboli della dance anni 80 .

Oltre a Den Harrow hai realizzato tantissimi altri progetti di successo…sono talmente tanti che è un elenco incredibile da elencare (ad esempio negli anni 80: Joe Yellow - Albert One - Styloo - V.V.Anne - Tom Hooker - Fred Ventura - Eddy Huntington - Paul Lekakis - Flexx - P. Lion; negli anni ’90: Papa Winnie - Francesco Salvi - Jo Squillo & Sabrina Salerno - Stefano Secchi & Orlando Jonhson - Co.Ro. ecc ecc..). Hai venduto milioni di dischi in tutto il mondo…e mi piace ricordare che hai anche lavorato con la mia amica Clara (Moroni)..Adesso cosa stai facendo?

Adesso sono in pensione ahah ! (nel senso che non faccio più il Dj in giro)...faccio questo lavoro ormai per hobby, anche perché è sempre più difficile vendere dischi.Roberto alla consolle
Anche Enrico , come vedi, diversifica molto il suo lavoro (cantante, autore, presentatore ).
Mi dispiace non aver mai prodotto Enrico Ruggeri, avremmo fatto un CD molto bello...(e giù risata! ndr)
Mi piace ricordare il disco di mio figlio Luca T. "Rap in italiano" uscito negli anni ’90; mi criticarono molto per questo; in realtà fu lui a volerlo fare e insieme ci divertimmo molto!
Ho scritto anche qualche stupidata tipo … 'C'è da spostare una macchina' di Francesco Salvi.
Riguardo Clara (nota ai più come corista di Vasco Rossi- ndr), beh lei è bravissima oltre che molto bella, io sono sempre stato innamorato di lei , ha una voce duttile…peccato che non riesca ad avere lo spazio che merita, in Italia sono poche come lei…ma ormai … è diventata un imprenditrice (....si ride!!! Ndr)

Cosa mi puoi dire della musica dance, spesso considerata di serie B…

Serie B 'na cippa!! La gente vuole e vorrà sempre ballare …
Anche gli artisti + famosi, a volte, si fanno produrre da DJ … come mai???
Certo a volte non bisogna prendersi troppo sul serio…Quando faccio le musiche per il Gabibbo, so cosa sto componendo ed a che pubblico mi sto rivolgendo . Ad esempio 'Cu-cu-cultura' (sigla di 'Cultura moderna, scritta da Roberto. ndr) funziona perché quella è la sua finalità. Per me la musica vale tutta, dal liscio alla classica, il produttore deve sapere cosa fare. Se produco una canzone di liscio non devo stare sei mesi in sala a sistemare il pezzo, perché la sua funzione è quella di far ballare la gente. In ogni caso il ruolo del produttore è sempre importante..
La fortuna di Enrico è anche di avere Silvio Crippa; è importante avere una persona con la quale confrontarsi..quando scrivi una canzone pensi sempre sia la migliore.

Roberto, come possiamo concludere questa chiacchierata?

Beh..io direi che se Enrico fa un pezzo...dovrebbe farmelo sentire (..e giù risate!! ndr)
Mi sono reso conto che non aver studiato musica mi fa ascoltare le canzoni nella loro generalità senza soffermarmi sul testo o sulla produzione.
Non giudico una canzone x la sua realizzazione … è importante quello che trasmette, le emozioni che ti dà …
Molte volte ascoltiamo una canzone in un’altra lingua e ci piace senza capire nulla del testo … altre volte vogliamo capire tutto il significato delle parole … a chi piace la classica … il rock … il funky … il pop … il cips il draps o come vuoi chiamarlo!
Insomma … l’importante è che si ascolti musica e magari … delle belle canzoni scritte da Enrico …



intervista by Gano realizzata nell'agosto 2007



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