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BARABBA - Gallarate (VA) 21.01.2012 by Mairold

Bella l’idea di un concerto in un “pub”! Un concerto che si prospetta familiare, anche se conoscendo il posto l’acustica non è certo da auditorium. Però bene lo stesso perché la voglia di una serata ruggeriana c’è, la curiosità per una scaletta che sarà diversa, leggermente adattata all’occasione, la voglia di rivedere Enrico alla tastiera dopo molto molto tempo, troppo tempo.

Nonostante lo spazio ridotto, sono riuscito a posizionarmi seduto all’interno della sala (altri sono rimasti in fondo in piedi dietro una specie di transenna di legno e dietro un separè). Presenze totali circa un centinaio, comprensive di una settantina abbondanti che hanno anche cenato.

Dal bancone del bar escono i ragazzi della band: Luigi, Fabrizio, Nano e infine Enrico, che inizia con già una sorpresa musicale. Iniziano le note de “Il mondo non ha età”, canzone tratta da L’uomo che vola di un po’ di tempo fa. La gente si guarda stupita, non ho capito se è perché non sa la canzone o se perché non se l’aspettava…forse entrambe le cose. Poi, in seguito alle parole di benvenuto, Pernod, a lanciare il nuovo disco in uscita e Prima del temporale, eseguita alla perfezione.

Da pelle d’oca Si può dare di Più, omaggio alla recente scomparsa del paroliere Bigazzi, che Enrico ha ricordato nascondendo una forte emozione. Questa canzone la cantano veramente tutti!

Enrico presenta la band “in formazione Pooh”: Chitarra, Batteria, Basso e Tastiera e si lascia anche simpaticamente andare ad una brevissima imitazione di Roby Facchinetti. Elogia molto l’unicità artistica di Fabrizio Palermo, ribattezzandolo simpaticamente Redinetti (giusto mix tra Red Canzian e Roby Facchinetti), dato che si alterna al basso e alla tastiera, anzi…in alcuni casi nella stessa canzone ha suonato entrambi: prima uno, poi l’altro, poi un pezzo il piano e ancora il basso.

Incredibile l’esecuzione de “Il mare d’inverno”: Enrico alla tastiera che canta e la gente che gli va dietro. Enrico che si ferma e la gente che prosegue a cantare. Allora Enrico quando vuole l’intervento più incisivo del pubblico, si alza dalla tastiera guardando la sala con sguardo convinto e fiero cipiglio, godendo a sentire il coro unanime di “Mare Mareee…”. Dà vita quindi ad un effetto “Ola in solitario”, su e giù dallo sgabello, senza mai staccare le mani dalla tastiera, divertendosi.

Dopo altre classiche, che vanno dal Portiere di Notte a Ti Avrò, da Primavera a Sarajevo a Quello che le donne non dicono (anche questa cantata da tutti), arriva il finale con Mistero, Contessa e Polvere in versione particolare, con una musicalità da esterno ma suonata all’interno, davvero molto molto bella.

Il contesto generale ricorda molto quello di Ronchi, in Che giorno Sarà, col palchetto alto “meno di mezzo metro” in un locale di periferia, ma la resa complessiva è comunque buona nel senso che Enrico sembra essersi divertito, così anche la band e la gente ancor di più. Si scherza anche sulle nuove tasse ed è proprio grazie alla nuova tassa “sulle pompe idrauliche di sollevamento locali” che il locale non ha pagato, che non è possibile fare l’uscita provata ripetutamente durante la giornata per i bis. Il palco che si alzava e fuoriusciva dal tetto per poi riscendere (l’altezza del locale è di…3 metri o poco più?). Risata e applauso da parte di tutti per questa digressione portata simpaticamente avanti da Enrico, tutti in piedi poi alla fine per salutare e ringraziare per una serata sicuramente particolare e bella che ha portato circa un’ora e mazza di ottima musica.

Un appello a Enrico: suona più spesso il pianoforte! E’ bello sentirti e vederti lì!

Massimo (nick forum Mairold)

 



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